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Posts Tagged ‘università’

Va sempre a finire così, quando sono in prossimità di un esame ogni scusa è buona per non mettersi a studiare. Questa volta la scusa che m’ha fatto perdere un pò di tempo è stata:”Dai, perchè non installo cairo-dock?”. E il fatto di farne un post è ovviamente un’altra scusa per perdere altri 10 minuti di studio.
Ed ecco a voi il risultato, dopo aver installato la cairo-dock e compiz sul mio sistema. Compiz vi serve per avere le trasparenze sulla dock.
compwhr

Visto che ci siamo metto anche i due passaggi per installarla.

Anzitutto installate layman se già non l’avete sul vostro sistema. Fatto ciò aggiungete l’Overlay per installare la cairo-dock ovvero desktop-effects. I comandi in ordine sono:

# emerge layman
# layman -a desktop-effects
# echo “source /usr/local/portage/layman/make.conf” >> /etc/make.conf

Ora dobbiamo andare ad installare la cairo-dock. Aggiungiamo in /etc/portage/package.keywords le seguenti righe:

gnome-extra/cairo-dock **
gnome-extra/cairo-dock-plugins **
gnome-extra/cairo-dock-themes **

dopo di che possiamo emergere la dock con:

# emerge cairo-dock

Teniamo presente che dobbiamo avere le seguenti USE per quanto concerne cairo:

>=x11-libs/cairo-1.8 svg glitz

Se doveste aver problemi seguite le indicazioni di emerge per risolverli 😀 USE mancanti o conflitti fra pacchetti etc etc. Ricordo ancora una volta che dovete avere compiz – con tutti i casini del caso per installarlo – per ottenere le trasparenze sulla dock. Qualche immagine in azione:

comptercompshell
compoff

Due dati in croce giusto per fare un confronto:

Gentoo all’avvio senza compiz e cairo-dock ram occupata = 150mb
Gentoo all’avvio con compiz e cairo-dock in esecuzione ram occupata = 347mb

Però le finestre “gommose” meritano, e sono oggetto di altra perdita di tempo per giocherellarci!

Cordialmente Rabbit White.

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Anche quest’anno ho dato una mano ad addobbare l’albero di Natale. Non quello che ho a casa però, bensì quello dell’università di Pisa alla quale sono andato assieme a white-rabbit per il Real life security.

Sull’albero erano presenti diversi oggetti hardware e biglietti vari, ma c’era un buco e io avevo una cosa che volevo divulgare.

Ed ecco che così ho messo un altro po’ di originalità a quell’albero, ingrandendo la foto e facendo molta attenzione potrete vedere il souvenir che mi ero preso dalla 16a Fiera delle verità 😉

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Giovedì 11 dicembre si terrà presso il Dipartimento d’informatica dell’università di Pisa l’evento in oggetto.  Salvo imprevisti dell’ultima ora un abbondande ma mai eccessivo 50% dello staff Amperini vi parteciperà.

  • 9:30 Apertura dell’evento.
  • 10:00 – 12:00 “IT security agency essentials” Storia di un penetration test immaginario.
    A cura di: Francesco `ascii` Ongaro, Antonio Parata
  • 12:30 – 13:30 Pausa pranzo.
  • 14:30 – 16:00 Bakeca.it DDoS: come abbiamo sconfitto le forze del male!
    A cura di: Alessio L. R. Pennasilico aka mayhem
  • 16:00 – 17:30 Web Application Security: Bug Hunting e Code Review. Come comportarsi di fronte ad uno “0day” e come relazionarsi con il vendor seguendo i canoni della “Responsible Disclosure”.
    A cura di: Antonio Parata, Francesco `ascii` Ongaro
  • 17:30 Chiusura.

Sponsorizzato da @System, sul sito trovate tutte le informazioni sul posto e come raggiungerlo.

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Caffeina rulez. Credo sia la cosa più bella che ci sia. Ah la caffeina, potrei tirare avanti fino a mattina. Chissà gli effetti indesiderati / collaterali che mi lascerà col tempo. 🙂

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Sono qui in questa calda serata d’estate per raccontarvi la tipica giornata che mi si presenta ogni volta che devo affrontare un esame.

esame matematicaAnzitutto vorrei sfatare il mito che la sera prima degli esami bisogna riposarsi per essere lucidi il giorno dopo. O meglio, ciò può essere vero per chi prepara l’esame un mese prima e i giorni antecedenti allo stesso deve solo ripassare, ma chi prepara l’esame i 3 giorni precedenti è meglio che studi – di brutto – anche la sera prima dell’esame.

Mia sfortuna volle che la sera prima di questo esame – in particolare – c’era la partita dell’Italia, e chi ha studiato?

La mattina dell’esame è sempre tragica. Sei andato a letto alle 2 e alle 8 la sveglia suona, ti alzi cercando di capire chi sei e sopratutto perché sei. Dopo realizzi che è il giorno dell’esame e sfrutti anche la mezzora per cercare di ripassare di tutto e di più, risultato? caos totale.

Decisione giusta prendere la macchina e avviarsi all’università, circa 40 minuti dopo – se va bene – arrivi. Entri e ti dirigi verso l’aula dove devi affrontare l’esame. È mai possibile che ogni volta entro da un ingresso e l’aula dell’esame è esattamente dal lato opposto?

È giunto il momento di sedersi, guardarsi attorno, adocchiare l’unica ragazza presente in aula. Bella tipa, sicuramente non è della facoltà d’Informatica. Tralascio tutti i commenti che la mia mente ha elaborato guardando quel bel visino e il corpicino con tutti gli attributi al loro posto.

Arriva la professoressa, 5 minuti di ritardo giustificati dicendo che l’orologio in aula è avanti di 5 minuti e quindi lei è in orario. Ci consegna i compiti in tutta fretta e si comincia.
Uno sguardo veloce ai vari esercizi per scoprire se sarò in grado o meno di effettuare il compito, un esercizio in particolare coglie la mia attenzione e la mente elabora un “porca puttana” dettato dal fatto che quell’esercizio proprio non so come si svolga, ma ci penserò in seguito.

Iniziamo a fare il compito partendo dagli esercizi su cui non si deve pensare, come si presenta un problema si lascia a dopo e si prosegue il compito. Alla fine si ricontrolla ciò che è stato fatto – onde evitare errori di distrazione – e poi si inizia a pensare ai problemi. Si risolvono i più ma ne resta sempre qualcuno. Come risolverli? un po d’inventiva.. Si ripassa localmente tutta la teoria studiata e si scrivono quattro righe cercando di dare una soluzione logica. Io ormai mi sono specializzato nell’inventare le risposte degli esercizi e leggendoli sembra veramente che sappia le cose, ma non so perché se li leggono i prof. mi sgamano subito.

Tempo scaduto, bisogna consegnare. Speriamo bene e si esce dall’aula.

Ora arriva il momento più bello di tutta la giornata, esame finito, non serve a niente ripensarci, quindi perché farlo. Possiamo salire in macchina, la radio suona le nostre canzoni preferite a tutto volume, abbiamo tutto il pomeriggio libero per fare ciò che ci aggrada, senza lavoro e senza esami a cui pensare. 🙂

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