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Non è stata una grande idea, lo so, ma stanotte non ho saputo resistere al richiamo del Super Bowl 2010, trasmesso in diretta da mamma Rai. Iniziato circa alle 00:30 ora italiana è finito quasi alle 4,compreso lo spettacolo tra il secondo e il terzo quarto degli Who, e ovviamente stamattina al lavoro ero giusto un pelo addormentato… ;P

Niente da dire comunque: lo spettacolo ha ripagato il sonno perso!

Superbowl numero 44, New Orleans Saints vs Indianapolis Colts, risultato finale 31-17, primo titolo per la squadra di New Orleans, a distanza di 4 anni dal disastroso uragano Katrina.

L’evento è il più seguito della TV americana, con uno share di 151 milioni di persone l’anno scorso solo negli Stati Uniti.

Come ogni anno le multinazionali americane si sono quindi sfidate a suon di milioni di dollari per avere uno spazio commerciale, si parla di 3 milioni per lo spot di Motorola con Megan Fox… e anche quest’anno sono state portate delle pubblicità molto divertenti e ben fatte, altro che la spazzatura che ci dobbiamo sorbire tutti i giorni!

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Quando si parla di programmi televisivi, mi capita spesso di sentire affermazioni tipo: “Non ci sono più i programmi di una volta.” o frasi simili.

Inizialmente le “classificavo” come la solita frase fatta dovuta alla classica mitizzazione del passato, ma non è solo questo.

È innegabile, osservando vecchi filmati, che la programmazione televisiva ha cambiato qualcosa nell’intrattenimento del pubblico. Non credo però si possa dire che il suo scopo (o uno dei suoi scopi) sia variato, cioè: intrattenere.

Nei lontani anni ’70 ci fu una persona che dichiarò:

[…] la televisione è un medium di massa. E il medium di massa non può che mercificarci ed alienarci. […]

Questa frase, pronunciata 40 anni fa, mi ha fatto pensare. In molti pensano della televisione la stessa cosa (anche se continuano a guardarla); solo che le frasi per esprimersi in merito ad essa sono un po’ diverse. Se le frasi che spesso sento pronunciare tipo:”Ti fanno vedere solo quello che vogliono loro.” o “Parlano solo di cazzate.”, per quanto semplici, fossero approfondite nel significato che diamo loro e restassimo coerenti nei nostri pensieri, probabilmente arriveremo allo stesso pensiero dell’autore citato prima (di cui non ho menzionato il nome).

Quel che penso è che in realtà non ci sia un peggioramento della qualità in televisione, ma che quel male che contraddistingue la tv sin dalla sua nascita sia semplicemente mutato. La tv ha cambiato pelle, cioè: anche prima era brutta, ora è sempre brutta ma in modo diverso: alla fine è sempre la stessa. La sua funzione d’intrattenimento la svolge da sempre, assieme alla divulgazione dell’unico messaggio che può dare, cioè, l’eco di chi sta al potere.

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tvonlineE’ giunto il momento di raccogliere e condividere con tutti voi le serie tv che in quest’ultimo anno m’hanno appassionato, rubando molto del mio tempo e riuscendo a tenermi incollato anche per 10 ore consecutive allo schermo.

Devo dire tutte decisamente belle, partendo dalla genialità di Dexter (Che si basa sul romanzo “la mano sinistra di Dio“), fino ad arrivare all’imbranato Chuck che ha nella testa tutti i segreti della CIA ed NSA, passando per la vita mondana di Gossip Girl e  il profiling di Criminal Minds. Tutte da vedere.

E le serie tv che hanno colto il vostro iteresse e vi sentite di consigliare quali sono?

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Le pubblicità sono fantastiche, non parlo semplicemente dei messaggi espliciti o delle tecniche grafiche che utilizzano, ma soprattutto delle nuove linee guida che utilizzano per vendere qualcosa. Una pubblicità non può restare sempre quella nel tempo, perchè perde di efficacia. La società cambia, in bene o male non sta a me giudicare (non in questo post almeno), ma sta di fatto che cambia! Cambiano i suoi ritmi di vita, le abitudini alimentari e di socializzazione, le idee politiche ed etiche. Le pubblicità, per riuscire ad essere sempre più efficaci nel raggiungimento del loro scopo devono studiare questi cambiamenti e andare di pari passo con “il nuovo stile che avanza” della “nuova” società o magari cercare di anticipare leggermente i tempi riuscendo, più o meno efficacemente, a deviarli nella direzione desiderata.

Nei “consigli per gli acquisti” (come direbbe un vecchio massone) si possono intravedere questi cambiamenti, cambiamenti che la pubblicità lancia in base alla nuova linea guida della società.

Penso sia ormai noto che le pubblicità non sono più filmatini (diciamo simpatici) come quelli dell’ormai vecchio Carosello. Alle spalle dei nuovi messaggi pubblicitari ci son fior di studi fatti da psicologi e sociologi, tutti dottori che studiano le persone e i loro comportamenti, sia nel loro intimo che all’interno di un gruppo. Grazie a questi studi le pubblicità possono far pressione su varie cose, dai nostri istinti più primordiali o dalle nostre sensazioni di inadeguatezza per un qualsivoglia motivo.

Le immagini sono una vera e propria lingua, come lo è l’italiano, l’inglese ecc., solo che non tutti sanno leggerla e per questo motivo risulta essere molto efficace.

Mettendosi ad osservare le pubblicità è bello cercare di filtrare tutte le sciocchezze che dicono e di arrivare ad individuare il nuovo messaggio lanciato, per questo dico che le pubblicità sono fantastiche, perchè le si possono paragonare ad un metro di misura del cambiamento della società.

Ora vorrei mettere a confronto due diversi tipi di pubblicità. La prima è di qualche anno fa, di una nota marca di abbigliamento. Invece, l’altra pubblicità è più recente, per un noto operatore telefonico.

In questo video tutti gli attori hanno con loro un oggetto della marca D&G, è quello che li lega l uno all altro. Poi, tutti gli strusciamenti e le posizioni assunte dai vari personaggi lasciano percepire un piacere unico: il far parte di quel gruppo.

In quest’altra pubblicità invece il messaggio, a mio avviso, è leggermente diverso:

Infatti, in questo spot, le persone fanno parte di un unico gruppo (quello vodafone), ma all’interno di questo gruppo si va a cercare l’individuo.

Il messaggio non è più solo “Entra in questo gruppo e ti sentirai meglio”, ma “Entra o resta in questo gruppo perchè solo qui riuscirai a distinguerti davvero dagli altri”. Quindi, da questa pubblicità si può vedere un piccolo tentativo per reindirizzare la rotta, cioè, non si punta più sull’individualità del gruppo, ma si va più nello specifico e si punta sull’individualità del singolo all’interno del gruppo.

Tutta un’illusione è certo. Come si fa a credere di distinguersi in base a delle strade già segnate dalle quali non si può uscire? Mi spiego meglio entrando nello specifico, come si può definire un elemento di distinzione lo scegliere tra quattro o cinque tariffe differenti, ma che restano comunque immutate per ogni persona?

Ecco quindi la nuova linea guida: ..e tu di che colore sei?

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