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Posts Tagged ‘referendum’

Notizia di ieri (quotidiano locale): Brentino Belluno è pronto alla secessione.

In poche parole il comune veneto ha avviato l’iter del referendum er passare alla regione Trentino…

…chissà come potrebbe andare questo referendum!

E’ un po’ come come voler fare un referendum in Veneto per diventare regione a statuto speciale (non c’è un iter da iniziare per questo?), o uno per la pace nel mondo, o, ancora, domandare a qualcuno se gli piacerebbe vincere al superenalotto…

Ma buongiorno Capitan Ovvio!

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E’ sempre bello leggere qualche notizia, specialmente se tratta di politica, vista da un ottica diversa dalla nostra. E’ per questo che oggi voglio segnalare questo sito in cui un gruppo di volonterosi traduce articoli di giornali stranieri che trattano argomenti riguardanti la nostra amata Italia. E’ anche un modo per aggirare la censura Berlusconiana applicata a Stampa e Televisione, per avere una visione più nitida di ciò che succede attorno a noi.

Ve ne segnalo giusto un paio che hanno colto la mia attenzione, a voi la voglia e saggezza di leggerne altri… (-:

Sembra quasi che nel resto d’Europa e nel resto del Mondo abbiano capito che uomo abbiamo al Governo, mentre la maggioranza degli Italiani deve ancora capirlo e continua a farsi prendere in giro… Molto probabilmente fra poco faranno una legge per impedirci di leggere certe cose sul web.. E molto probabilmente ingabbieranno tutti i poveri innocenti che traducono articoli “scandalosi” da giornali “scandalosi” stranieri!!

Baci & Abbracci, Bianconiglio

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Vota Alessandro Bottoni / Sinistra e libertà

PartitoP


Nato a: Novara, nel 1961

E’ un consulente informatico attivo da diversi anni nella difesa dei cosiddetti “diritti digitali” dei cittadini, a partire dal diritto alla riservatezza delle comunicazioni e dal diritto all’accesso ad Internet. Alessandro è il classico hacker: chimico di formazione, ha imparato a programmare e ad amministrare sistemi da solo. Ha alle spalle una lunga carriera lavorativa vissuta in parte come dipendente, anche in aziende di livello internazionale, ed in parte come lavoratore autonomo. Alessandro vive da sempre a Ferrara. Dal 1999 è felicemente sposato con Silvana e non ha figli. Al centro del suo programma politico c’è una proposta di riforma della legge sul diritto d’autore. [Fonte]

E mi raccomando, cosa essenziale, andate a votare anche – soprattutto –  il 21 Giugno! per il referendum sulla riforma della Legge Elettorale e sull’abolizione delle candidature multiple.

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Probabilmente qualcuno di voi ha già sentito parlare del referendum elettorale nella terza domenica di votazioni consecutiva, ma data la scandalosa decisione che è stata presa per la data, non potevo non fare eco a questa notizia.

Sono due le date possibili in cui poter votare questo referendum il 7 giugno e il 14 giugno. L’obbiettivo del referendum è cambiare l’attuale legge elettorale figlia di un padre privo di ogni remora nel chiamarla con il suo vero nome.

Come oramai sanno tutti, viviamo in un periodo storico economicamente instabile. Sperperare non è mai una buona cosa, specialmente se i soldi non sono tuoi. Farlo in momenti come questi fa affiorare un’incoscienza profonda e una mancanza di rispetto nei confronti di tutte quelle persone che, con le loro ore di lavoro rubate alla vita privata, portano avanti la speranza di poter migliorare le proprie sorti.

Il 7 giugno, come ormai si sà, ci saranno le elezioni europee ed amministrative. Una mente con un senso logico ingloberebbe in questa data anche il referendum elettorale, ma a quanto pare non abbiamo molti cervelli al governo con questo tipo di idea. Infatti, le votazioni per il referendum verranno fatte il 14 giugno.

Alcuni economisti hanno scritto un articolo su Lavoce, nel quale fanno una stima di quanto ci verrà a costare la scelta di far votare il referendum il 14 giugno invece che il 7.

Quattrocento milioni di euro, ecco quanto costerà, forse in lettere non rende bene: 400.000.000€ !!

Tutto questo, almeno è quello che mormorano i mal pensanti, per stancare la gente a forza di elezioni ed impedire così il raggiungimento del quorum necessario per convalidare il risultato del referendum (a volte pensando male ci si azzecca però).

Si parla tanto di sicurezza, si vanno persino a raccogliere gli spiccioli ai morti (mi riferisco ai conti dormienti), ma non si riesce a vedere che con sole due decisioni derivanti dalla disonestà dei reggenti (il cambio del sistema di voto alla camera prima, e lo slittamento della votazione del referendum ora) ci sono già costati 800.000.000€, quasi un miliardo di euro! Con una cifra simile la polizia locale non dovrebbe centillinare la benziana nei serbatoi delle auto e la sanità potrebbe rinarsi lei stessa.

Su questo sito avrete la possibilità di ascoltare la conferenza stampa del comitato referendum elettorale che, se anche può risultare un po’ lunga, vi consiglio di ascoltare.



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È appena passato il 2 giugno, festa della repubblica italiana. Un paese per il quale i nostri nonni, zii e genitori hanno combattuto, lavorato e dato la vita.

In questi giorni il parlamento italiano sta portando la ratifica per il trattato di Lisbona. Se vi doveste chiedere cosa sia questo trattato, sappiate che non è altro che un surrogato del vecchio tentativo di carta costituzionale europea.

Non so perchè, ma del trattato di Lisbona i tg non ne parlano molto approfonditamente (per non dire che non ne parlano affatto).

Comunque sia, il trattato di Lisbona è un accordo tra le varie nazioni europee delle quali, sedici l’hanno già ratificato. Le leggi europee sono al disopra di qualsiasi legge nazionale, dovesse trattarsi anche della stessa costituzione. In questo modo si va ad unificare il gruppo, rendendo la massa omogenea, appiattendo così le diversità dei singoli stati.

Il trattato di Lisbona entrerà in vigore il 1°gennaio 2009 (fatta eccezione se qualche stato membro dovesse essere in ritardo nella consegna della sua ratifica), quindi, mi prendo questo lasso di tempo per dire addio all’Italia, è sopravvissuta per più di sessant’anni ed ora è destinata a diventare uno stato (quasi) sovrano spodestato dai suoi stessi rappresentanti.

Domani 12/06/08, gli irlandesi andranno a votare il referendum pro o contro il trattato. Dai sondaggi che sono stati pubblicati i “si” (quelli favorevoli al trattato) sono la maggioranza, anche se i “no” nell’ultimo lasso di tempo sono riusciti a rimontare qualche punto.

In Italia un referendum per l’accettazione di questi accordi (una lista lunga più di 340pagine) non lo si potrebbe neanche fare, visto che la nostra costituzione dice “Non è ammesso il referendum per le leggi tributarie e di bilancio, di amnistia e di indulto, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali.” (art.75).

Ma aggiungo io: sarebbe anche inutile, visto che i 3/4 della popolazione non sa neppure cos’è.

Inoltre per coloro che conoscono la teoria del “nuovo ordine mondiale”, questa notizia credo gli suoni alla testa come un bel campanello d’allarme. Oggi l’unificazione tra gli stati nei continenti, domani quella del mondo, “un governo, una banca, un esercito”.

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