Feeds:
Articoli
Commenti

Posts Tagged ‘pubblicità’

Gira per la rete uno cortometraggio molto ben fatto: Logorama.

Ho letto qualcosa riguardo a questo corto su di un giornale qualche settimana fa. Stando a quanto ho letto sembra che abbia avuto un po’ di problemi dopo la sua uscita. Infatti, ha avuto molte denunce e subito diverse censure. Leggendo queste poche frasi dell’articolo mi son detto:”Lo devo vedere assolutamente!” 🙂

Non è stato affatto difficile trovarlo e vederlo.

Una città completamente costruita e abitata dai marchi più famosi. Perfino nello zoo si possono vedere cose che hanno accompagnato la nostra infanzia (tipo le caramelle della Haribo) e che vediamo giornalmente in negozi, giornali e tv.

16 minuti che ti possono far capire il perché ci possono esser state delle denunce e censure.

Nel corto c’è anche molta azione ed il ruolo del cattivo, in un film d’azione, qualcuno lo deve pur fare.

In questo caso hanno scelto il pagliaccio della McDonald.

Certamente vedere il proprio “ariete per menti dei bambini” diventare un crudele criminale può non far piacere, ma se li può consolare, secondo il mio modesto parere, ha interpretato il suo ruolo in modo impeccabile 😉

Un film con molta azione e con un finale a sorpresa che vi consiglio di guardare. Tra l’altro è pure vincitore di un paio di premi che in molti aspirano (come il festival di Cannes e l’Accademy Award).

Qui sotto avete la possibilità di vederlo in inglese sottotitolato in italiano (versione che consiglio), altrimenti qui c’è anche una versione doppiata in italiano, ma come sempre i testi “perdono” qualcosa nella traduzioni.

EDIT: una piccola parte nel finale viene tagliata, in questa versione in inglese vi potete vedere anche un’ultima uscita di un personaggio inaspettato con una delle sue frasi più celebri 🙂

Read Full Post »

Non è stata una grande idea, lo so, ma stanotte non ho saputo resistere al richiamo del Super Bowl 2010, trasmesso in diretta da mamma Rai. Iniziato circa alle 00:30 ora italiana è finito quasi alle 4,compreso lo spettacolo tra il secondo e il terzo quarto degli Who, e ovviamente stamattina al lavoro ero giusto un pelo addormentato… ;P

Niente da dire comunque: lo spettacolo ha ripagato il sonno perso!

Superbowl numero 44, New Orleans Saints vs Indianapolis Colts, risultato finale 31-17, primo titolo per la squadra di New Orleans, a distanza di 4 anni dal disastroso uragano Katrina.

L’evento è il più seguito della TV americana, con uno share di 151 milioni di persone l’anno scorso solo negli Stati Uniti.

Come ogni anno le multinazionali americane si sono quindi sfidate a suon di milioni di dollari per avere uno spazio commerciale, si parla di 3 milioni per lo spot di Motorola con Megan Fox… e anche quest’anno sono state portate delle pubblicità molto divertenti e ben fatte, altro che la spazzatura che ci dobbiamo sorbire tutti i giorni!

Read Full Post »

È un messaggio che ho sempre ricevuto più o meno indirettamente sin da quando ero piccolo: Non si parla male della gente morta.

Il tema che sto per toccare sicuramente un qualche fastidio a qualcuno lo darà. Ma voglio parlare di una cosa che sinceramente non son mai riuscito a capire/accettare pienamente.

Fatta eccezione, magari, dei “grandi” assassini della storia umana, la linea generale che si è sempre seguito alla morte di una persona conosciuta è stata quella di tacere i pensieri negativi relativi alla medesima persona. Viene a formarsi una specie di beatificazione da parte di tutti tramite la non espressione.

Probabilmente è un’antica eredità della venerazione dei defunti per far sì che ci aiutino in vita, o forse semplicemente il rispetto che si provava per loro quando erano in vita. Direi che siamo al punto: se il rispetto per una persona non c’è, perchè averlo una volta che questa non c’è più. Se anche fosse che il suo spirito ci osserva da una qualche dimensione, non vedo perchè fargli credere una cosa non vera. Non dico di infierire sul defunto, ma almeno di non mascherarci dietro cose che non abbiamo mai provato.

Mi si potrebbe rispondere che non è tanto per il morto, ma per i familiari che si cerca di mantenere una linea diplomatica molto alta (per come la penso infatti, i funerali non li si fanno tanto per i defunti, ma per la gente che gli voleva bene). Ma se c’erano dei dissidi in vita, le persone vicine al defunto già sono a conoscenza della mancata amicizia. Ribadisco: non intendo dire che, solo perchè si avevano brutti ricordi della persona, si debba andare in giro a parlarne male. Solo che trovo assurdo mentirsi su fatti certi.

Un comportamento superficiale che si rispecchia molto nella vita esternalizzata di una società che basa la sua vita su leggi prese per buone solo perchè è così.

Un lampante esempio di questi giorni è Craxi passato adesso come un santo. Anche se in questo caso ci sarebbero diversi aspetti politici odierni da tenere in considerazione (es: la risaputa amicizia in tempi passati con le persone che formano il governo oggi).

Potrà non sembrare, ma questa nostra abitudine, ci viene girata contro ogni volta che gli abili corruttori del marketing ne hanno la possibilità. Mi sono rattristito quando alla successiva morte di Alex Baroni, i suoi dischi hanno avuto un’impennata delle vendite. Mi sono dispiaciuto pure nel sentire i famigliari di Michael Jackson firmare contratti per reality e per altri affari da fare sulla morte del figlio.

Tutti, appena muore qualcuno, hanno il bisogno di sapere tutto di lui, di santificarlo e se in vita ha prodotto un qualche articolo consumabile di comprare dei souvenir.

Quando si tratta di personaggi famosi la Santificazione postuma diventa molto utile alle società che gestivano la risorsa per sfruttare il botto finale di vendite.

Questa sorta di mitizzazione delle persone, sembra abbia lo scopo di scordarsi un passato scomodo che non ci permetterà mai di evolverci in persone più sagge e sincere, lasciandoci nei giochi di chi approfitta sempre di queste situazioni.

Read Full Post »

A seguito di una cortese richiesta postami da una persona da me conosciuta, sfrutterò questo spazio per poter dare una soluzione efficace ad un problema che affligge tutti gli utilizzatori di Avira Antivir.

Nel commento di un vecchio post, avevo dato il link della soluzione, beh ora il link sembra non funzioni più, fortuna che mi ricordo i passaggi eseguiti per bloccare la pubblicità di Avira Antivir:

1 – Avviare il pc in modalità provvisoria;
_1a – Start -> Esegui -> msconfig (si apre la finestra “Unità di configurazione di sistema”)
_1b – Selezionare la scheda BOOT.INI -> mettere la spunta su /SAFEBOOT
_1c – Per tornare alla modalità normale rifare i passaggi precedenti e togliere la spunta a /SAFEBOOT

2 – Andare sul seguente file C:\Programmi\Avira\avnotify.exe;

3 – Click destro -> Proprietà -> Scheda Protezione;

4 – Avanzate;

5 – Scheda Autorizzazioni;

6 – Selezionare SYSTEM -> Cliccare Modifica;

7 – Mettere la spunta Nega su Visita cartella/esecuzione file;

8 – Dare OK e riavviare.

Il gioco è fatto, non vedrete più finestre che si aprono a vostra insaputa dicendovi di acquistare l’antivirus (so quanto possono essere fastidiose). Questa operazione io l’ho effettuata con Windows xp, non credo che si differenzi molto per Vista. In caso contrario, se riuscite a trovare un metodo corretto anche per Vista, potete sempre aggiungerlo nei commenti 🙂

Ora spero possiate tornare ad avere un rapporto amichevole con il vostro pc 😉

Read Full Post »

Le pubblicità sono fantastiche, non parlo semplicemente dei messaggi espliciti o delle tecniche grafiche che utilizzano, ma soprattutto delle nuove linee guida che utilizzano per vendere qualcosa. Una pubblicità non può restare sempre quella nel tempo, perchè perde di efficacia. La società cambia, in bene o male non sta a me giudicare (non in questo post almeno), ma sta di fatto che cambia! Cambiano i suoi ritmi di vita, le abitudini alimentari e di socializzazione, le idee politiche ed etiche. Le pubblicità, per riuscire ad essere sempre più efficaci nel raggiungimento del loro scopo devono studiare questi cambiamenti e andare di pari passo con “il nuovo stile che avanza” della “nuova” società o magari cercare di anticipare leggermente i tempi riuscendo, più o meno efficacemente, a deviarli nella direzione desiderata.

Nei “consigli per gli acquisti” (come direbbe un vecchio massone) si possono intravedere questi cambiamenti, cambiamenti che la pubblicità lancia in base alla nuova linea guida della società.

Penso sia ormai noto che le pubblicità non sono più filmatini (diciamo simpatici) come quelli dell’ormai vecchio Carosello. Alle spalle dei nuovi messaggi pubblicitari ci son fior di studi fatti da psicologi e sociologi, tutti dottori che studiano le persone e i loro comportamenti, sia nel loro intimo che all’interno di un gruppo. Grazie a questi studi le pubblicità possono far pressione su varie cose, dai nostri istinti più primordiali o dalle nostre sensazioni di inadeguatezza per un qualsivoglia motivo.

Le immagini sono una vera e propria lingua, come lo è l’italiano, l’inglese ecc., solo che non tutti sanno leggerla e per questo motivo risulta essere molto efficace.

Mettendosi ad osservare le pubblicità è bello cercare di filtrare tutte le sciocchezze che dicono e di arrivare ad individuare il nuovo messaggio lanciato, per questo dico che le pubblicità sono fantastiche, perchè le si possono paragonare ad un metro di misura del cambiamento della società.

Ora vorrei mettere a confronto due diversi tipi di pubblicità. La prima è di qualche anno fa, di una nota marca di abbigliamento. Invece, l’altra pubblicità è più recente, per un noto operatore telefonico.

In questo video tutti gli attori hanno con loro un oggetto della marca D&G, è quello che li lega l uno all altro. Poi, tutti gli strusciamenti e le posizioni assunte dai vari personaggi lasciano percepire un piacere unico: il far parte di quel gruppo.

In quest’altra pubblicità invece il messaggio, a mio avviso, è leggermente diverso:

Infatti, in questo spot, le persone fanno parte di un unico gruppo (quello vodafone), ma all’interno di questo gruppo si va a cercare l’individuo.

Il messaggio non è più solo “Entra in questo gruppo e ti sentirai meglio”, ma “Entra o resta in questo gruppo perchè solo qui riuscirai a distinguerti davvero dagli altri”. Quindi, da questa pubblicità si può vedere un piccolo tentativo per reindirizzare la rotta, cioè, non si punta più sull’individualità del gruppo, ma si va più nello specifico e si punta sull’individualità del singolo all’interno del gruppo.

Tutta un’illusione è certo. Come si fa a credere di distinguersi in base a delle strade già segnate dalle quali non si può uscire? Mi spiego meglio entrando nello specifico, come si può definire un elemento di distinzione lo scegliere tra quattro o cinque tariffe differenti, ma che restano comunque immutate per ogni persona?

Ecco quindi la nuova linea guida: ..e tu di che colore sei?

Read Full Post »

Finalmente è arrivato il week-end.

Due giorni di relax e puro cazzeggio (visto anche il tempo bigio).

Tre sono le cose principali a cui è dedicato il mio week-end:

  1. recuperare le ore di sonno perse durante la settimana (dormendo quelle 22 ore in due notti…) [cfr: Il momento più bello della settimana];
  2. disintossicarsi dalla caffeina ingollata durante la settimana lavorativa sotto forma di caffè, caffelatte, ma anche redbull (rigorosamente con vodka alla menta!);
  3. poter stare due giorni senza ascoltare Virgin radio, che sono costretto a sorbirmi 8 ore al giorno al lavoro.

Vorrei soffermarmi un attimo sul terzo punto, che a un primo acchito può sembrare stupido.logo_virgin_radio

Avete  mai fatto caso a quanta cazzo di pubblicità fanno al giorno le radio? No? Beh io sì e vi assicuro che non è una bella cosa sapere a memoria i jingle degli spot, persino quelli più odiosi! Una di queste mattine, da quanto ne avevo le palle piene, mi sono messo a contare il numero di pubblicità trasmesse… risultato? 13 pubblicità in 4 ore!!!! Cioè capito? Significa 26 pubblicità in una giornata lavorativa, e mettendo anche meno di 3 minuti per ogni pubblicità (volendo esser buoni) risulta più di un’ora su otto: scandaloso!!!

E pensare che fino a pochi mesi fa mi piaceva anche come radio Virgin, bella musica, pochi dj che sparano cazzate… adesso invece mi è andata talmente in odio che non potete neanche capire!

Se poi, preso dalla disperazione mi trovo a spegnere la radio durante le pubblicità e un collega mi dice: “non so se è più fastidiosa la pubblicità o te che spegni e riaccendi la radio”, mi cascano le braccia…

Soluzione proposta: passare a una web radio tipo deezer, solo musica, solo il genere che preferisci ma soprattutto NIENE PUBBLICITA’! (anche se ultimamente ci stanno piazzando un po’ troppe canzoni francesi su deezer, vero wr?)

Read Full Post »

Le pubblicità sono diventate sempre più efficaci. Quando non sfruttano le nostre “debolezze” primordiali puntano il dito su alcuni possibili timori.

Io la definirei semplice ed efficace…sto ancora ridendo. Hahaha 😀

Read Full Post »

Older Posts »