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Posts Tagged ‘pecore’

Le pubblicità sono fantastiche, non parlo semplicemente dei messaggi espliciti o delle tecniche grafiche che utilizzano, ma soprattutto delle nuove linee guida che utilizzano per vendere qualcosa. Una pubblicità non può restare sempre quella nel tempo, perchè perde di efficacia. La società cambia, in bene o male non sta a me giudicare (non in questo post almeno), ma sta di fatto che cambia! Cambiano i suoi ritmi di vita, le abitudini alimentari e di socializzazione, le idee politiche ed etiche. Le pubblicità, per riuscire ad essere sempre più efficaci nel raggiungimento del loro scopo devono studiare questi cambiamenti e andare di pari passo con “il nuovo stile che avanza” della “nuova” società o magari cercare di anticipare leggermente i tempi riuscendo, più o meno efficacemente, a deviarli nella direzione desiderata.

Nei “consigli per gli acquisti” (come direbbe un vecchio massone) si possono intravedere questi cambiamenti, cambiamenti che la pubblicità lancia in base alla nuova linea guida della società.

Penso sia ormai noto che le pubblicità non sono più filmatini (diciamo simpatici) come quelli dell’ormai vecchio Carosello. Alle spalle dei nuovi messaggi pubblicitari ci son fior di studi fatti da psicologi e sociologi, tutti dottori che studiano le persone e i loro comportamenti, sia nel loro intimo che all’interno di un gruppo. Grazie a questi studi le pubblicità possono far pressione su varie cose, dai nostri istinti più primordiali o dalle nostre sensazioni di inadeguatezza per un qualsivoglia motivo.

Le immagini sono una vera e propria lingua, come lo è l’italiano, l’inglese ecc., solo che non tutti sanno leggerla e per questo motivo risulta essere molto efficace.

Mettendosi ad osservare le pubblicità è bello cercare di filtrare tutte le sciocchezze che dicono e di arrivare ad individuare il nuovo messaggio lanciato, per questo dico che le pubblicità sono fantastiche, perchè le si possono paragonare ad un metro di misura del cambiamento della società.

Ora vorrei mettere a confronto due diversi tipi di pubblicità. La prima è di qualche anno fa, di una nota marca di abbigliamento. Invece, l’altra pubblicità è più recente, per un noto operatore telefonico.

In questo video tutti gli attori hanno con loro un oggetto della marca D&G, è quello che li lega l uno all altro. Poi, tutti gli strusciamenti e le posizioni assunte dai vari personaggi lasciano percepire un piacere unico: il far parte di quel gruppo.

In quest’altra pubblicità invece il messaggio, a mio avviso, è leggermente diverso:

Infatti, in questo spot, le persone fanno parte di un unico gruppo (quello vodafone), ma all’interno di questo gruppo si va a cercare l’individuo.

Il messaggio non è più solo “Entra in questo gruppo e ti sentirai meglio”, ma “Entra o resta in questo gruppo perchè solo qui riuscirai a distinguerti davvero dagli altri”. Quindi, da questa pubblicità si può vedere un piccolo tentativo per reindirizzare la rotta, cioè, non si punta più sull’individualità del gruppo, ma si va più nello specifico e si punta sull’individualità del singolo all’interno del gruppo.

Tutta un’illusione è certo. Come si fa a credere di distinguersi in base a delle strade già segnate dalle quali non si può uscire? Mi spiego meglio entrando nello specifico, come si può definire un elemento di distinzione lo scegliere tra quattro o cinque tariffe differenti, ma che restano comunque immutate per ogni persona?

Ecco quindi la nuova linea guida: ..e tu di che colore sei?

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