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Posts Tagged ‘impresa’

immagine-078Nella giornata di ieri lo staff Amperini sè riunito per una escursione sulla neve. Meta stabilita Passo delle Fitanze. Partiti titubanti nel vedere la neve ci siamo ritrovati in un paesaggio completamente bianco.
Ed è stato allora, dopo una prima mezzora passata a tirarci palle di neve, che abbiamo realizzato quest’opera.
Opera visibile a tutti coloro che passavano dalla strada, in elicottero, dallo spazio e da qualunque altro posto ci sia al mondo. Quella scritta si vede! ebbene si, si vede!
immagine-079Amperini in the world!

E’ stata dura realizzarla ma l’abbiamo fatto.. Se avete visto quella scritta mentre sciavate, mentre passavate in strada, mentre svolazzavate con il vostro jet privato a fare scie chimiche, restateci fedeli e aggiungeteci ai Feed.

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Una, due, tre, quattro.. Ormai non si contano più le volte che questi due “uomini” hanno superato loro stessi, meravigliando tutti quelli che li circondano. Teniamoli d’occhio perchè ci stupiranno ancora con le loro imprese.

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Ordinaria amministrazione

Nella vita di un’uomo può capitare di fare qualcosa di straordinario che venga poi narrato come qualcosa di epico. Già qualche tempo fa ho avuto occasione di descrivervi L’impresa che io e white-rabbit abbiamo avuto modo di affrontare. Si, al tempo la definii un’impresa, ma da allora è passato del tempo. Sabato scorso, sempre io e white-rabbit, abbiamo avuto modo di ripeterci, forse dimostrando ancor più determinazione visto che questo giro l’acqua non era neppure tanto pulita. Se, come è vero, le imprese le compiono gli uomini durante il superamento dei loro limiti, quando lo straordinario diventa ordinario, allora non stiamo più parlando di uomini, ma Dei!

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Sabato 19 Luglio 2008, ore 6.00 inizia il lungo viaggio dello staff Amperini verso l’Ortles per assistere Unclepol nella scalata in bicicletta al passo dello Stelvio.

Il viaggio di avvicinamento è durato dirca tre ore, compresa sosta rifornimento in autogrill.

Dopo circa tre ore di viaggio siamo arrivati a Prato Stelvio, da li inizia l’avventura. Scaricata la bici dalla macchina, Unclepol inizia i 26 km di salita che lo porteranno ai 2760 metri del passo.

Mentre pedalava, il resto dello staff (white-rabbit, Deuspico e P3go83) facevano assistenza in macchina, la scalata è durata in tutto circa due ore e mezza, nulla da dire in particolare sulla salita, chiaramente non è stata una passeggiata, molti sono stati gli incontri/sorpassi con altri ciclisti.

Fortunatamente il tempo è stato clemente, il sole splendeva alto in cielo, la temperatura era piuttosto bassa ma essendo su un ghiacciaio non ci si poteva certamente aspettare il caldo.

Momento più atteso della giornata è stato il pranzo alla Forst di Merano.

Un doveroso ringazziamento va a tutto la staff Amperini che mi ha assistino durante la scalata, grazie ragazzi alla prossima!

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L’impresa

Non sentite una nuova aria? Non so, qualcosa di epico. Oggi ha avuto luogo qualcosa di sensazionale e molti di voi ancora non ne sono al corrente. Qualcosa che ha permesso a me e a white-rabbit di distaccarci dal suolo fluttuando così a metà tra la terra ed il cielo.

Sto parlando della sfida che ci siamo posti cioè: il primo bagno della stagione nel lago di Garda.

Ebbene sì, avete letto bene! Devo ammetterlo, dopo più di una settimana di piogge, la temperatura dell’aria che non superava i 22° e quella dell’acqua che non sarà stata superiore ai 9°, qualche titubanza l’avevamo. Passo dopo passo però, la nostra consapevolezza accresceva, la nostra determinazione si affermava e l’aria della sfida si faceva sempre più vivida sotto la nostra pelle.

Non dimeticherò mai i primi spruzzi d’acqua sulla mia pelle, i piedi sullo scoglio che venivano attanagliati da una gelida morsa ed il sole spesso rubatoci da alcune nuvole.

Lo stupore della gente era notevole dopo i primi passi nell’acqua gelida. Lo stupore si fece sempre più forte dopo aver visto i primi tuffi, sino a diventare dissenso, ed infine invidia per l’audacia dimostrata.

Notevole infatti deve essere il coraggio di tuffarsi dopo aver sentito molto del proprio calore disperdersi nell’acqua solo per pochi passi. No, non era incoscienza (almeno credo), ma solo una più elevata percezione della realtà. Si, in quel momento abbiamo elevato i nostri spiriti fin’oltre il cielo arrivando quasi al pari degli Dei.

La limpidezza dell’acqua era ammaliante e gli scintillii del sole sulle sue increspature ci invitavano a tuffarci, invito che abbiamo accettato per ben tre volte. Sono stati inviti duri da accettare, infatti, ogni volta che uscivamo le forze venivano sempre meno e riuscivamo a bilanciare questa mancanza solo con almeno dieci minuti di riposo e diversi pezzi di cioccolata. Ma lo scorrere veloce dell’acqua lungo il corpo durante i tuffi e le nuotate, le faticose bracciate e le fredde immersioni sott’acqua hanno ripagato abbondantemente questo sforzo.

Alla fine della giornata, finito il terzo bagno, tutte le persone al nostro cospetto si inchinavano a terra come forma di devozione assoluta. Le persone più devote arrivarono a stendersi per terra per farsi calpestare da noi. In fine, arrivati all’auto, ci siamo diretti verso casa per goderci un po’ di meritato riposo.

N.B. tutte le parole/frasi in corsivo sono spudoratamente inventate (nel caso non si fosse capito).

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