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Posts Tagged ‘GNU’

Un paio di settimane fa ho acquistato il nuovo gioiellino di casa Asus, l’eeeBox EB1501, dotato di ION e masterizzatore dvd integrato. L’oggetto del desiderio è stato acquistato con il solo scopo d’essere utilizzato come strumento multimediale da porre in salotto abbinato ad una televisione full HD. Diciamo che c’ho messo un pò di tempo per testarlo, causa una serie sfortunata di coincidenze, il mio PC primario ha smesso di funzionare impedendomi l’accesso agli archivi con i film in 1080p e 720p da provare sul nuovo arrivato. Una volta rimediato a ciò ho potuto fare i primi test che sono stati abbastanza deludenti, sia con Windows Media Center che con VLC che con XBMC, testati tutti su Windows 7 preinstallato sull’eeebox. Credendo fosse colpa principalmente dei codec e dei miei video ho iniziato diverse prove con diversi file e con diversi parametri audio / video, riuscendo si a migliorare qualcosa ma non ottenendo mai un risultato fluido come avrei sperato. Avendo comprato il pc appositamente per la riproduzione di film in HD ciò era alquanto frustrante. Fu così che l’altro giorno decisi di provare una distribuzione GNU/Linux sul pc, la scelta cadde su Ubuntu per il semplice fatto che non avevo nessunissima voglia di sbattermi per varie configurazioni, non sapendo soprattutto se l’installazione sarebbe andata nel migliore dei modi. L’unico problemino riscontrato è stato l’audio attraverso cavo HDMI, che s’è risolto con i nuovi driver NVIDIA e una configuratina ad Alsa. E’ giunto il momento di provare qualche film in HD per testare il sistema. Installo XBMC e mi appresto a provare il primo film. Grande fu lo stupore nel vedere che senza minimo sforzo questo veniva riprodotto, audio e video andavano in sincronia e non erano presenti quei fastidiosi rallentamenti che avevo con Windows. Il telecomando in dotazione con l’eeebox funziona egregiamente. Non vedo motivo per tornare a Windows 7. (-:
Anche questa volta posso dire Gnu/Linux 1 – 0 Windows.

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Va sempre a finire così, quando sono in prossimità di un esame ogni scusa è buona per non mettersi a studiare. Questa volta la scusa che m’ha fatto perdere un pò di tempo è stata:”Dai, perchè non installo cairo-dock?”. E il fatto di farne un post è ovviamente un’altra scusa per perdere altri 10 minuti di studio.
Ed ecco a voi il risultato, dopo aver installato la cairo-dock e compiz sul mio sistema. Compiz vi serve per avere le trasparenze sulla dock.
compwhr

Visto che ci siamo metto anche i due passaggi per installarla.

Anzitutto installate layman se già non l’avete sul vostro sistema. Fatto ciò aggiungete l’Overlay per installare la cairo-dock ovvero desktop-effects. I comandi in ordine sono:

# emerge layman
# layman -a desktop-effects
# echo “source /usr/local/portage/layman/make.conf” >> /etc/make.conf

Ora dobbiamo andare ad installare la cairo-dock. Aggiungiamo in /etc/portage/package.keywords le seguenti righe:

gnome-extra/cairo-dock **
gnome-extra/cairo-dock-plugins **
gnome-extra/cairo-dock-themes **

dopo di che possiamo emergere la dock con:

# emerge cairo-dock

Teniamo presente che dobbiamo avere le seguenti USE per quanto concerne cairo:

>=x11-libs/cairo-1.8 svg glitz

Se doveste aver problemi seguite le indicazioni di emerge per risolverli 😀 USE mancanti o conflitti fra pacchetti etc etc. Ricordo ancora una volta che dovete avere compiz – con tutti i casini del caso per installarlo – per ottenere le trasparenze sulla dock. Qualche immagine in azione:

comptercompshell
compoff

Due dati in croce giusto per fare un confronto:

Gentoo all’avvio senza compiz e cairo-dock ram occupata = 150mb
Gentoo all’avvio con compiz e cairo-dock in esecuzione ram occupata = 347mb

Però le finestre “gommose” meritano, e sono oggetto di altra perdita di tempo per giocherellarci!

Cordialmente Rabbit White.

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Dopo aver usato per quasi un anno slackware con kde, essere passato a gentoo e mantenere kde prima in versione 3.5.10 e poi in versione 4.1.2, da oggi sono tornato al mio vecchio, caro, affidabile e su cui si può contare sempre Gnome. 🙂
Bentornato amico mio.

gnomge

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E’ giunto anche quest’anno il tempo del LinuxDay. Si terrà nella giornata di Sabato 25 Ottobre 2008. L’evento è di grande importanza a livello Nazionale, il successo è stato via via crescente anno dopo anno, rendendo di fatto il LinuxDay la principale manifestazione Italiana per la diffusione e promozione del software libero e del sistema operativo Gnu/Linux. Sono oltre 100 le città coinvolte nell’evento, in ognuna di esse si terranno conferenze, seminari, talk con tematica dominate il software Free e Open Source. (Vedi Differenza fra software libero ed Open Source)
Nella nostra “amata” Verona la manifestazione si terrà presso l’istituto Itis G. Marconi in Piazzale Guardini, 1. Organizzato dal LUGVR. Molti saranno gli argomenti trattati e impegneranno tutta la giornata. Mi raccomando partecipate numerosi.
Io, salvo imprevisti dell’ultim’ora, dovrei esser presente nel pomeriggio per seguire i seguenti topic:

Segnalo anche le altre zone nella provincia di Verona in cui si terrà l’evento:

Sommacampagna organizzato da OS3
Villafranca di Verona organizzato da LinuxLudus

Ci vediamo al LinuxDay!!

Powered by eeepc

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Ed eccoci qua, dopo ore ed ore ed ore, ne aggiungo un altro dai, ed ore di compilazione, di problemi, di soluzioni, abbiamo finalmente la nostra kde4.1.2 installata nel nostro sistema Gentoo. 🙂
Ci stò ancora lavorando e mancano alcuni dettagli come la tastiera che ha deciso di funzionare per 3/4 e l’1/4 non funzionante è quello che uso maggiormente ehehe.. Ma troveremo una soluzione anche a questo. Per adesso abbiamo fatto abbastanza.

Ed ora un 50% del Team Amperini utilizza KDE4.1.2 sul proprio sistema.

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Oggi siamo qui riuniti per raccontare la mia avventura con l’UUID dei dispositivi per il montaggio di periferiche USB con l’ausilio di qualche regola creata ad hoc per udev e ottenere come risultato finale il mount automatico del dispositivo in un node da noi definito.
Tutto è iniziato qualche tempo fa, quando ogni volta che scollegavo e ricollegavo l’harddisk usb questo veniva riconosciuto con un /dev/sd* diverso e dovevo ogni volta cambiare nel fstab le regole per il mount. Questo problema è stato risolto abbastanza facilmente adottando all’interno del fstab l’Universally Unique Identifier (UUID), ciò m’ha consentito di non dover più metter mano ad ogni mount al fstab per modificare la lettera della periferica. Per fare questo vi basta digitare:

# vol_id -u /dev/sd*?

dove * corrisponde alla lettera del vostro dispositivo e ? al numero della partizione che si vuole montare, esempio /dev/sdb1.

Da questo comando avrete come output un codice esadecimale che è appunto l’UUID del vostro dispositivo, o meglio di quella partizione del vostro dispositivo.
A questo punto andiamo ad inserirlo all’interno di fstab (/etc/fstab) in modo molto semplice, invece di usare la classica sintassi:

/dev/sda1 /mnt/mount tipoPartizione Opzioni

utilizziamo la sintassi:

/dev/disk/by-uuid/UUID /mnt/mount tipoPartizione Opzioni

Ora noi possiamo da terminale digitare:

# mount /mnt/mount

e il nostro dispositivo verrà automaticamente montato nella cartella stabilita. Ma se noi usiamo hald come montaggio, cioè quando inseriamo l’harddisk facciamo il montaggio automatico esso verrà si riconosciuto ma non montato nella cartella da noi specificata /mnt/mount, ma in una cartella /media/sd* che cambierà ogni volta in base alla lettera del nostro dispostivo. E quindi viene vanificato l’uso dell’UUID visto che per entrare nell’harddisk devo cambiare ogni volta il path.
Per ovviare a questo inconveniente creiamo delle regole per udev che vadano ad intercettare il nostro dispositivo durante il montaggio e creino la cartella di mount che desideriamo.
Diamo il seguente comando:

$ udevinfo -a -n /dev/sd*?

dove * è la lettera del dispositivo e ? il numero di partizione esempio /dev/sdb1

Questo comando ci stamperà a video una serie di informazioni che noi possiamo usare per identificare il nostro dispositivo, suddivise in blocchi, ogni blocco è diviso da una riga vuota. Per utilizzare queste regole bisogna creare un file di regole per udev e inserirlo nella cartella

/etc/udev/rules.d/

All’interno della cartella rules.d troviamo altre regole di udev tutte numerate, esse vengono eseguite in ordine alfabetico quindi per essere sicuri che la nostra regola venga eseguita gli anteponiamo 01, esempio 01-mieregole.rules
Dopo aver creato questo file lo apriamo con il nostro editor di testi preferito, vim nel mio caso, e inseriamo alcune informazioni che identifichino il nostro dispositivo, prese dall’output del comando dato in precedenza. Ad esempio possiamo usare questi attributi:

SUBSYSTEMS==”…”, ATTRS{product}==”…”, ATTRS{serial}==”…”

ovviamente al posto dei puntini ci vanno i valori dati sempre dall’output del comando precedente, attenzione: questi attributi non possiamo pescarli a caso dall’output ma vanno presi con un certo criterio, devono appartenere tutti allo stesso blocco. Vi consiglio di fare delle prove scollegando e ricollegando il dispositivo, controllando che gli attributi scelti restino invariati. Impostando questa regola diciamo ad udev che quando si collega un dispositivo con quell SUBSYSTEMS AND ATTRS{product} AND ATTRS{serial} deve fare determinate azioni.
Ora dobbiamo dire ad udev che una volta identificato il dispositivo con quegli attributi crei il dispositivo a blocchi con il nome da noi voluto, per far questo dobbiamo usare la variabile NAME:

SUBSYSTEMS==”…”, ATTRS{product}==”…”, ATTRS{serial}==”…”, NAME=”USB_key”

Ora cosa succede? niente di più bello e spettacolare che possa accadere e cioè:

  1. inseriamo il nostro dispositivo USB nel pc;
  2. ci compare la finestrella che ci chiede cosa fare;
  3. gli diciamo apri e lui monta in automatico l’harddisk nella cartella /media/USB_key.

Ciò cosa comporta?

  • Non devo dare il mount da shell per montare il mio dispositivo nella cartella specificata nel fstab;
  • Ad ogni mount automatico la cartella /media/sd* non viene creata ma ci sarà solo /media/USB_key;
  • Possiamo usare questo path per i programmi che devono dialogare con l’harddisk, mentre prima se la cartella /media/sd* continuava a cambiare ad ogni mount, dovevamo continuare a cambiare il path nei programmi che usavano l’harddisk;
  • Posso comunque montare il dispositivo manualmente, basta annullare la finestra di hald all’inserimento del dispositivo, aprire una shell e digitare mount /mnt/mount, ovviamente in questo caso non verrà più montato nella cartella /media/USB_key ma in /mnt/mount, a meno che noi in fstab non mettiamo /media/USB_key come punto di mount e poi per montare digitiamo mount /media/USB_key.

Udev è un dispositivo molto potente, per maggiori trattazioni guardatevi il man 7 udev, ad udev potete pure dire di lanciare applicazioni, creare link simbolici al dispositivo (da usare al posto dell’UUID e montare con /dev/USB_key creato da noi, variabile SYMLINK+=”USB_key”) e quant’altro. Veramente versatile e potente da usare.

Questa guida è stata testata su slackware 12.1 con kde 3.5.9, non ho ne voglia ne tempo per testarla su altre distribuzioni, ogni danno che potrebbe creare ai vostri pc è voluto non era previsto.. 🙂

Io ho dovuto fare tutto ciò per avere un mount stabile, automatico, e dove volevo io. Spero vivamente che a voi vada meglio e semplicemtene inserendo una periferica USB vi venga montata sempre nello stesso posto oppure che voi vi accontentiate di fstab e un mount /mnt/cartella da shell, che poi male non è! 😀

HowTo rilasciato sotto Creative Commons..

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Avete sempre voluto installare una distribuzione linux sul vostro pc ma non vi piacciono le formattazioni / partizioni? andLinux è ciò che fa per voi.

Cos’è andLinux? bene, andLinux è una distribuzione GNU/Linux basata su ubuntu nata per far girare in windows applicazioni linux, l’installazione è semplice, bastano pochi next next classici di windows e abbiamo una distribuzione linux installata nel nostro sistema, pienamente funzionante e molto più veloce di una macchina virtuale.

Per maggiori informazioni:

Download:

Disponibile sia in versione con Xfce che in versione KDE..

Sicuramente da provare!!

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