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Così tante cose insieme non avrei potuto scriverle in maniera diversa. Vedetelo come una specie di gioco, una giungla nella quale ci sono diversi sentieri, ognuno dei quali porta qualcosa in se.

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Dopo aver trascorso un anno assieme al TyTn e averlo poi recentemente venduto, non avevo ancora ben chiare le idee in merito al futuro dei cellulari nella mia vita.
Dopo alcuni giorni avevo preso la decisione di acquistare un cellulare così alla buona, in attesa di comprare qualcosa di più serio, visto che al momento niente m’ispirava. Ho puntato sul G705 by sony ericsson. L’ho cercato e ricercato in vari negozi senza riuscire nell’intento d’acquistarlo. Sconsolato e amareggiato restavo senza telefono.
Una mattina, come sempre mi alzo per il lavoro, e vedo una news sul web. Mi sono subito illuminato e la decisione sè fatta nitida, dovevo comprare quel telefono. Disponibile solo in negozi specializzati. Passano 2 giorni durante i quali ho indagato su dove fossero i centri più vicini a casa e durante i quali ho deciso che valeva la pena prendere il treno e partire. Ed è così che ieri ho fatto. Preso il treno diretto a Padova e sono andato nel Nokia Store.. Dopo un breve giro all’interno ho preso paura vedendo che il telefono da me desiderato non era esposto. Quindi chiesi alla commessa e fu allora, con mia immensa gioia, che mi fu portato. Di cosa stiamo parlando vi starete chiedendo! Ma è ovvio, del nokia 5800 xpressmusic. Toccato con mano, usato 1-2 minuti e poi acquistato alla modica cifra di 439€. Ora dopo un giorno scarso d’utilizzo ne sono già innamorato. Rimando a data da destinarsi una eventuale recensione sulle funzionalità del telefono, devo usarlo un pò per poterlo giudicare, non voglio dare giudizi affrettati. Per ora le uniche cose che posso dire riguardano il touch screen che risulta abbastanza preciso, non ho mai avuto bisogno del pennino. Il symbian sembra reggere bene questa sua immedesimazione in un dispositivo a lui nuovo e non ha mai avuto blocchi o rallentamenti.. Gli 8gb di memoria in dotazione con il telefono sono un esagerazione e ci potete mettere tutto ciò che volete. La qualità audio e video è molto buona, sia con le casse integrate che tramite auricolare.. Rimango in attesa di provare il GPS con magari un TomTom..

nokia

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Questo che sto per proporre, devo ammetterlo, è il più ardito e difficile piano da attuare tra quelli fin’ora proposti.

Infatti, sarebbe necessaria un’organizzazione formidabile che coinvolgerebbe tutti i singoli cittadini (muniti di conto corrente o comunque di qualche fondo d’investimento).

Qualcuno di voi avrà certamente già letto i Compiti per le vacanze che diedi tempo addietro al quale seguì pure la risposta.

Questa proposta la si può definire un’evoluzione di quel compito.

Considerato che la moneta cartacea è 1/7 (circa) di quella “esistente”. Sapendo che un ritiro immediato della moneta cartacea creerebbe un crack finanziario (tengo ancora le dita incrociate). Tenendo presente il fatto che la riserva frazionaria è un moltiplicatore infinito di denaro.

Propongo di prelevare i crediti che abbiamo nelle banche un po’ per volta, così ad ogni richiesta di cartamoneta, la banca sarà costretta a farne produrre dell’altra per mantenere una quota di denaro sempre a disposizione nelle sue casse.

Una volta prelevato tutto il denaro avremo non più soldi puramente sotto forma di bit, ma cartacei.

Qualche banca chiuderà, ma una volta accumulata questa massa monetaria, la si reinserisce nel mercato bancario il quale potrà fare nuovi crediti e creare una massa monetaria virtuale 7 volte superiore (se mantiene gli stessi parametri di adesso).

Problemi:

  1. Con tutta la moneta in casa crescerebbero i furti d’appartamento;
  2. È utopistico pensare di riuscire ad organizzare milioni e milioni di italiani per un prelievo soft;
  3. Le piccole e le grandi banche crolleranno e per evitare ciò il capo del consiglio ci tasserà per poterle risollevare.

Possibili soluzioni:

  1. Creando una banca di stato che si occupi solamente di gestire il deposito del cittadino non ci sarebbe il problema dell’aumento dei furti;
  2. Lo stato (visto che crea la banca di stato) dovrebbe organizzarsi e gestire i trasferimenti di fondi, ovviamente tutti in carta moneta, tra le banche private e quella statale;
  3. Se lo stato volesse seguire i primi due punti non gli importerebbe più di tanto del fallimento delle banche.

Rimangono sempre, però, i due principali problemi di fondo. Cioè, lo stato e la moneta.

Finché a capo (e all’opposizione) del governo avremo persone colluse nel mondo della mafia e dell’attuale sistema bancario, cambiamenti radicali di questo genere non ne potremmo mai fare.

Questa soluzione è basata sulla moneta debito, quindi il problema in realtà è solamente rimandato alla prossima crisi.

Resto sempre più dell’idea che ci vorrebbe davvero un bel sfacelo economico che ci permetta di ricostruire tutto da capo, magari senza moneta debito, ma qui ritornerebbe il problema dell’inaffidabilità degli esponenti del governo.

Posso quindi proporre solo una cosa: crescete informati e sani, e forse al prossimo cambio generazionale tra 30 50 o 70 anni si riuscirà a cambiare qualcosa, magari liberandoci della sudditanza da questa moneta. Fino ad allora compratevi una capretta che a pensarci bene: va ad acqua ed erba, concima il terreno su cui mangia, ti produce lana latte e formaggio, cosa volete di più?

Vedi anche:

Proposta di rinascita economica – 1
Proposta di rinascita economica – 2
Proposta di rinascita economica – 3

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“Dobbiamo salvare le banche!”. Mi risuonano ancora nella testa le parole del capo del consiglio, forse perchè so chi le dovrà salvare.

A questo proposito, si potrebbe attuare un piano che è già stato applicato, ma che forse qualcuno di voi non ricorda.

Si potrebbe chiamarla “Tassa anti-crisi” o “Tassa salva-strozzini”. Già, non vi sembra singolare il fatto che bisogna saldare i debiti di chi, solitamente, ci riempie di debiti fino al collo?

Sarebbe sufficiente un prelievo coatto dai conti bancari dei correntisti italiani, tipo un 2% (cifra puramente casuale) del totale, proprio come fece il primo governo Amato.

Una mossa simile però potrebbe avere degli effetti collaterali tipo quelli subiti da Craxi nel ’93 all’uscita dell’hotel in cui alloggiava, vedere immagini di repertorio:

Nel caso in cui si decidesse di attuare una simile strategia, io ho già messo da parte 150€, 50€ per la fionda, il restante da cambiare con monete da 2€ (che sono belle grosse).

Vedi anche:

Proposta di rinascita economica – 1
Proposta di rinascita economica – 2
Proposta di rinascita economica – 3

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Tempi bui ci attendono. Tempi in cui tutti cercano di far più confusione possibile per non far capire realmente la situazione attuale.

Tra coloro che, in tv, mentono spudoratamente o chi, sui giornali, parla di crisi per non dover spiegare veramente la crisi, c’è davvero di che perdersi.

Il primo consiglio che mi sento di dare al governo è quello di mantenere un montepremi per il Superenalotto vertiginoso come lo è stato in questo ultimo periodo. Così facendo le entrate per lo stato aumenterebbero in maniera esponenziale.

Il bello è che non ci saranno solamente gli italiani ad approvvigionare le casse auree statali, ma persino gli stranieri abbagliati dalla speranza di diventare sproporzionatamente ricchi accetteranno di buon cuore di risollevare l’economia italiana. Se pensate che sono arrivati ad organizzare viaggi in pullman per giocare le schedine, allora potete immaginare quanto la gente sia sensibile a questo tipo di sogno e quindi, potete immaginare quanta gente si possa “spennare” per questo.

Per fomentare ancor più questa “febbre da gioco”, si potrebbe portare le estrazioni da tre a settimana a cinque e diffondere notizie tipo quelle pervenutemi in questi ultimi giorni, dove si voleva abolire il montepremi o dividerlo o non so cosa, così le persone andranno a giocare ancor più convinte dicendosi:”prima che mi freghino tutti i soldi li vinco io!”.

Sfortunatamente ho appreso poco fa che il montepremi è stato strappato alle speranze di tutti coloro che avevano giocato la schedina ad eccezione di una persona, la vincitrice.

Beh non c’è di che disperarsi, mettendocisi un po’ d’impegno sono certo che nel giro di una decina di mesi si possa ripresentare questa occasione.

Vedi anche:

Proposta di rinascita economica – 1
Proposta di rinascita economica – 2
Proposta di rinascita economica – 3

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Detto fatto. Oggi 02/10/2008 ore 11 circa sono andato a prelevare più del 90% del denaro depositato sul mio conto corrente.

Avrei voluto filmarvi la scena in cui si poteva vedere la faccia del commesso trasformarsi mentre mi chiedeva se stessi scherzando. Un sopracciglio inarcato la bocca aperta e gli occhi spalancati del medesimo impiegato, mi hanno fatto pensare di averlo messo veramente in difficoltà.. 😀

È stata carina anche la scenetta in cui, dopo avergli confermato le mie intenzioni con voce ferma e sicura, si alza e torna da me con il vice direttore che con aria un po’ imbarazzata afferma:”Doveva avvertirci prima perchè adesso non abbiamo da darle quella cifra.”

Dentro di me stavo pensando:”Il numero di telefono dei carabinieri se non sbaglio è il 112!”

Ad un certo punto il cassiere dice al vice direttore che nella loro cassa c’è una cifra sufficiente a coprire la mia richiesta. Io, un po’ indispettito da questa loro inefficienza (sapevo benissimo che avrebbero fatto storie, ma ho preferito fare lo gnorri 🙂 )chiedo al vice direttore se la vicenda si chiude subito o meno, alla risposta affermativa del medesimo, mi son seduto per contare i soldi assieme all’impiegato.

Io posso dire che la mia buona azione per il crollo del sistema economico, e per pararmi le chiappe, l’ho fatta, tu invece?

Se credi a quello che dice il mentitore, ti aspetta un futuro roseo e pieno di certezze, visto che sarà lui, il truffaldino, a pensare per te.

Stai tranquillo, la crisi economica non colpirà l’Italia, sta solo colpendo (in europa) Spagna e Inghilterra, ma vuoi che capiti qui? Dove i consiglieri dei più grandi gruppi imprenditoriali hanno almeno tre cariche in tre aziende differenti, e l’Antitrust sembra un’azienda dove vanno a finire i dipendenti statali alla fine della loro carriera, quando ormai anche quel poco che facevano non lo fanno più.

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