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Posts Tagged ‘berlusconi’

Note di giubilo quest’oggi: ci sono sempre più persone a cui non piace Smerd (anche tra quelli dietro le sue mura di cacca).

È dall’ormai famoso 14 dicembre 2010 che tutti rimangono affacciati a vedere se l’equilibrista cade dalla corda. Sono passati 11 mesi. 11 mesi!! 11 mesi in cui non si è fatto nulla, si sono sentiti solo parlamentari lamentarsi delle iniquità della vita, dell’Europa e di chi ha più potere di loro.

La fine? L’inizio della fine? O semplicemente: un altro modo per tirare avanti?

Scegliete pure il titolo che più vi è congeniale per descrivere la giornata politica odierna.

Quel lieve sorriso affioratomi sul volto, quando mi è stato detto che in parlamento erano rimasti “solo” 308 in posizione prona, è scomparso quando mi sono venute in mente le altre facce presenti in parlamento.

Lasciando da parte i seguaci di vecchia data dell’omino libidinoso, mi viene da ricordare che “gli Scillipoti” non erano tra le sue fila. Il cambio di schieramento è stato giustificato da Razzi* come un modo di mantenere il proprio posto da parlamentare perché aveva già il sentore non sarebbe stato”rinnovato” nel felice mondo Idv.

(*minuto 5)

Ho il presentimento, ma forse è colpa mia che penso sempre il peggio, che molti dei parlamentari privi di cariche di rilievo possano fare ragionamenti di convenienza personale e non collettiva.

Sono grosso modo queste le motivazioni per cui faccio questa affermazione:
Il momento è di per sé delicato. Nell’onda dell’entusiasmo, se mai, qualche partito d’opposizione dovesse andare al governo alle prossime elezioni che, come si può pensare saranno presto, questi avranno due compiti che difficilmente saranno in grado di compiere:

  • Il primo è quello di gestire una situazione/nazione disastrosa;
  • Il secondo compito è quello di mantenere un governo credibile, non voglio dire il più a lungo possibile!! Ma che riesca a finire la legislatura senza troppi bisticci.

Il secondo punto lo ritengo poco probabile, proprio per la natura in se dei partiti odierni di cui parlavamo prima. La convenienza personale sembra prevalga prima di quella pubblica. Credo sia sempre esistito questa forma d’egoismo, infondo “ci sta”, è nella natura dell’uomo, però se si rispondesse direttamente al proprio elettorato l’ 1 o il 2% degli eletti si farebbero un riguardo in più.

Se chi viene eletto non sa, non gli importa o non è in grado di gestire la sua alleanza (lasciare fuori “i Mastella” per evitare di far saltare il governo sarebbe buona cosa) si ritroverà con serpi ingestibili appresso che renderanno vane le speranze degli elettori facendo sentire quest’ultimi impotenti… nuovamente!

Il primo passo è stato fatto, ora vediamo se la storia politica si ripeterà nuovamente o meno.

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A volte quando si sentono delle battute (o frecciate) e, per capirle, bisogna davvero essere al passo con i tempi o ancor più difficile: esser al passo con i tempi passati.

Ho visto l’intervento, di 52 minuti, di Benigni a Sanremo dal nostro “più o meno” fidato Youtube:

Al minuto 2:53 fa una battuta che non credo abbiano capito proprio tutti. La frase che dice, più che una frecciata è un vero e proprio dardo se si riesce a collocarla nel giusto contesto.

Infatti la frase: “[…] ero in albergo – c’è una cavallo per lei – mi ricordava qualcosa questa, bene bene bene, poi scendo ed era un cavallo veramente! […]” la si può facilmente collegare ad un’intervista che fu rilasciata da Borsellino ad un paio di giornalisti.

In questa “famosa” (virgolette d’obbligo visto che non son sicuro quanto sia veramente famosa) intervista si parla dello “stalliere” Mangano che tratta la compravendita di “cavalli” e “magliette”, da leggersi come eroina.

Quest’intervista la potete vedere anche su youtube oppure la potete avere grazie a questo link megaupload.

L’immobilità delle persone nella sala quando è stata fatta questa battuta, mi fa pensare a due cose.

La prima cosa che mi è venuta in mente è che, come dicevo prima, non tutti magari avessero mai sentito quell’intervista o che magari non se la ricordassero in quel momento.

La seconda cosa che mi è saltata alla mente è che, alcuni di coloro che hanno capito il riferimento possono aver fatto anche un collegamento successivo, non so, qualcosa tipo: cavalli(eroina) → stalliere(Mangano) → padrone dello stalliere(Berlusconi).

Un ragionamento simile a quello sopra può causare tre reazioni:

  1. Risata amara;
  2. Amarezza per la tristezza della situazione;
  3. Fastidio per l’ennesimo attacco a “colui che crede di essere ciò che non è”.

Impossibile dire come abbiano reagito i presenti. Sapendo che c’erano i dirigenti Rai in sala, posso immaginare che nel caso in cui l’avessero capita, la loro reazione possa essere un misto delle tre sfociando in un pensiero tipo:”Cavolo speriamo che almeno queli vicini a lui o lui stesso non la capisca!”.

Se questo colpo, per quanto potente, è andato a vuoto una piccola rivinciata ce l’anno concessa Luca&Paolo al finale del festival 🙂 :

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Ho visto Draquila qualche giorno fa. Devo dire che è stato girato molto bene. La cosa più importante di Draquila però, è senz’altro il suo contenuto.

Simpatico in alcune gag, drammatico nelle sue immagini, sconcertante per le spiegazioni degli intrecci tra politica, protezione civile e costruzioni edilizie. Questi sono gli aggettivi che userei per definire questo film/documentario. Viene mostrato palesemente il comportamento della politica e delle solite promesse di Berlusconi, le quali riescono ancora a circuire molte persone.

Come si è solito dire, è solo questione di tempo. Infatti, è notizia di qualche giorno fa: non ci sono più soldi per tenere i terremotati negli alberghi.
“Che se la mettano apposto da soli la casa allora” certo, si potrebbe dire anche questo. In alcuni casi certamente può essere anche colpa della mancanza d’iniziativa del singolo. Quando, però, si viene a sentire che le persone vengono “persuase” ad andare nelle nei campi della protezione civile, poi si può capire che non è così improbabile cadere in un circolo vizioso fino a quando non ti ritrovi con il sedere sul marciapiede.

Se ti ritrovassi raggirato, illuso, senza un tetto sulla testa, con una casa squarciata ed una città distrutta, il minimo che ci si aspetterebbe è sentire la tua voce che espone il proprio disagio.

Si vede che il Governo invece non se l’aspettava, così ha reagito nell’unico modo in cui sa fare quando lo si mette difronte alla realtà.

..picchiando i suoi cittadini.

Da qui si denota che coloro che governano lo stato non hanno un visione lungimirante. Se si mettono a picchiare in manifestazioni pacifiche in cui ci sono anche donne ed anziani, chissà cosa hanno in mente di fare quando saranno molti di più a chiedere conto delle loro azioni.

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Notizia di ieri: sono state pubblicate le foto dell’attacco terroristico alle torri gemelle visto però dall’alto, dagli elicotteri delle forze dell’ordine.

Ma sono l’unico a cui non tornano i conti? Ma come può essere? A distanza di 9 anni???

Perché tutto questo tempo? Dovevano essere sicuri che i ritocchi fatti con Photoshop non fossero troppo evidenti?  ;-P


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Mercoledì io e wr siamo andati al cinema a vedere il film 2012, uscito nelle sale pochi giorni prima.

Tralasciando il fatto che siamo dovuti andare all’UCI (cinema pieno, mezzora di pubblicità prima del film e 6,20 € il biglietto scontato del mercoledì), mi ha colpito molto l’interpretazione (frecciatina?) del regista Roland Emmerich alla politica di casa nostra.

In pratica tutti i potenti e i ricchi del mondo si trovano su queste arche appena prima del disatro di turno e all’appello mancano solo il presidente degli Stati Uniti (ovviamente) e udite udite: il premier italiano!!!! Che ha scelto di stare con i suoi compatrioti sprezzante del pericolo e incurate della fine vicina.

Che dire? Grazie Silvio di essere rimasto con noi!

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Qual’è il motivo per cui dovrei far decidere a qualcuno, al di fuori della mia persona, cosa non posso vedere? La risposta è NESSUNO.

Sembra ti tornare a vecchi ricordi di storia per quel che riguarda la censura.

Il cinema, come la televisione, è diventato molto sensibile ai possibili dispiaceri che potrebbe causare a qualche personaggio o gruppo di persone di rilievo. Già in questo anno, sono tre i film che dopo aver esposto temi “spiacevoli” hanno riscontrato qualche difficoltà nell’uscita della pellicola ai cinema. Per non dire che non sono proprio usciti.

  1. Videocracy, un film che parla del potere mediatico di Berlusconi attraverso le sue televisioni. Di questo film non è stato mandato in onda il trailer ne su reti Rai, ne su quelle Mediaset, in modo del tutto arbitrario. Il film è uscito nei cinema, ma solo di alcune città (per fare un esempio in tutta Verona e provincia non era presente nessuna programmazione);
  2. Francesca, il film parla del razzismo italiano contro i rumeni. Questo film, il quale aveva già una casa produttrice pronta (Fandango), è stato bloccato a causa delle offese rivolte al Sindaco Flavio Tosi e all’on. Mussolini;
  3. Agorà, film che parla di Hypatia di Alessandria,matematica, astronoma e filosofa uccisa dai monaci cristiani ai tempi dell’avvento del cristianesimo.

Di quest’ultimo film, Agorà, se ne può vedere solo il trailer in spagnolo, visto che nessuna casa produttrice ha deciso di distribuirlo in lingua italiana.

Ogni volta in cui parlo di queste cose mi torna alla mente sempre un nobile pensiero di un personaggio del ‘700:

Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.

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All’orecchio di qualcuno sarà sicuramente giunta la notizia della censura del trailer del film Videocracy, prima dall’ente pubblico televisivo RAI e poi da quello commerciale Mediaset.

Ora, non so voi, ma l’ultima volta che ho sentito o visto qualcosa di eclatante riguardante la censura era durante il periodo fascista del… an no, è vero! C’era anche nel 2002!

Capita spesso, parlando di queste cose (la censura operata da enti statali e non), che qualcuno sbuffi dichiarando che non è poi una tragedia o dipingendo il fatto come una strumentalizzazione politica. Un po’ come dire ad un affamato che la sua non è fame, ma solamente una sua impressione dovuta alle cattive frequentazioni che fa in vita.

Fatto sta che: di qualsiasi fede tu ti voglia ricoprire, non puoi permettere che qualcuno possa impedirti di scegliere cosa tu possa o non possa guardare. Dovrebbe stare alla coscienza di ognuno decidere cosa si debba o meno sapere.

Per contrastare qualsiasi cosa contraria ad uno sviluppo “sano” del nostro sapere si ha il dovere di contestare e manifestare più o meno indirettamente il nostro dissenso.

Riportando l’esempio fatto da un’esponente della banca etica: si può benissimo (e qui seguitemi bene) dissentire mostrando consensi a favore dell’opera/idea censurata.

Censurando Videocracy, questo ha subito una mutazione. Infatti, ora, non è più un film, ma una leva che può essere utilizzata contro la censura. A prescindere i gusti sui vari tipi di film o sulle varie idee politiche, non dareste più un segnale ad un partito politico, ma all’intera classe politica ed anche a noi stessi, e cioè che non ci nascondiamo così facilmente al primo tuono.

In tutta Verona e provincia non c’era un cinema che trasmetteva la pellicola incriminata, e questo un po’ mi ha colpito. Per questo motivo, martedì scorso, ci siamo preparati e ce lo siamo andati a vedere nella città di Vicenza.

La sala era abbastanza vuota, al massimo ci saranno state una quindicina di persone. Dopo quasi un’ora e mezza di proiezione ci siamo fatti un giretto per il centro e degustati una frittella con Nutella.

Un piccolo gesto, qualche persona in più che muove la statistica degli incassi.

Basta davvero Apparire!..?

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