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Posts Tagged ‘banche’

Eric Cantona, ex bomber del Manchester United ci spiega come fare la rivoluzione ai nostri giorni:

Il sistema si fonda sul potere delle banche,

quindi deve essere distrutto partendo dalle banche.

Qualcuno ha parlato di signoraggio?

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Così tante cose insieme non avrei potuto scriverle in maniera diversa. Vedetelo come una specie di gioco, una giungla nella quale ci sono diversi sentieri, ognuno dei quali porta qualcosa in se.

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Domenica 16 l’intero staff Amperini ha partecipato, presso l’hotel Holiday Inn, alla sedicesima Fiera delle verità. Beh ad essere precisi, diciamo che Unclepol è più che altro passato per salutare e riposare le natiche sulle comode sedie dell’hotel 😉

In anticipo di qualche minuto, ci siamo presentati alla sala congressi. Con mia noia, ma anche di altri (credo), il relatore ha cominciato con 30-40 minuti di ritardo (immaginatevi pure la mia faccia colma di sdegno).

Il programma i quella giornata aveva come primo punto le Scie chimiche: argomento abbastanza recente, almeno per me. Come secondo punto il Signoraggio: dove avrebbe dovuto intervenire anche Antonio Pimpini parlando del SIMEC.

Scie Chimiche:

scie-chimiche2Come dicevo prima, dopo un’attesa di 30-40 minuti, il relatore Rosario Marcianò ha cominciato ad introdurre l’argomento.

Da diverso tempo (ha spiegato Marcianò), ci sono aerei privi di qualsiasi sistema identificativo che sorvolano le nostre teste rilasciando nell’atmosfera una scia composta da metalli pesanti tra i quali Alluminio, Bario e Titanio. Il tipo di scia che lasciano è differente da una normale scia di condensazione. Infatti, le scie chimiche a differenza di quelle di condensazione non si dissolvono subito, ma con il passare del tempo si allargano fino ad oscurare il cielo. Inoltre, perchè si possano formare le scie di condensazione devono essere presenti contemporaneamente tre condizioni climatiche:

  1. Temperatura uguale o inferiore a -42°C;
  2. Un’umidità relativa pari al 72%;
  3. Altezza del volo, per le nostre latitudini, di 8000m.

[Piccola nota personale: in tutta sincerità io non credo sarei in grado di stimare l’altezza di volo di un velivolo, qualsiasi misura a cui arriverei sarebbe a di poco inventata. Poco dopo in un esempio viene detto che in media la temperatura per ogni elevazione di un km scende di 6.6°C, quindi: 6.6×8=52.8°C di differenza tra il suolo gli 8000m(nei quali dovrebbero avvenire le scie di condensazione), sottraendo i gradi celsius per soddisfare il secondo requisito: 52.8-42=10.8°C questa è la temperatura che ci dovrebbe essere al suolo perchè si verifichino le scie di condensazione a 8000m.]

Le domande principali che ci si pongono in questo argomento sono due:

  1. Chi c’è dietro gli aerei che spargono queste scie chimiche?
  2. Cosa vogliono ottenere spargendo queste scie?

Marcianò ha provato a dare delle risposte a queste domande dicendo che gli aerei sono della NATO o comunque degli USA. Risposta alla quale è arrivato per esclusione visto che sia Cina che Russia, anch’esse in possesso di tecnologie in grado di mutare il clima, effettuano esperimenti sul loro territorio. Quindi, gli USA, certamente non l’ultima nazione arrivata, sono in grado di effettuare pure loro simili sperimentazioni, effettuate prima al confine con il Canada e poi in altri paesi NATO.

Le motivazioni che spingerebbero a diffondere queste scie chimiche sono:

  1. Il controllo del clima e quindi anche delle risorse alimentari dei paesi;
  2. L’eliminazione dell’umidità atmosferica per aumentare così la capacità di trasmissione di onde elettromagnetiche delle antenne H.A.A.R.P..

    H.A.A.R.P.

    H.A.A.R.P.

Durante l’esposizione dell’argomento sono stati proiettati alcune immagini di aerei con una scia in corrispondenza dei motori e altri con una scia in corrispondenza delle estremità delle ali. Poi sono state mostrate altre immagini riguardanti i filamenti che cadono dal cielo derivanti da questi composti chimici,  un filmato/documentario fatto da questo sito(almeno era quello pubblicizzato nel filmato durante la proiezione), ed anche un filmato nel quale un telespettatore chiede all’On. Di Pietro delle delucidazioni riguardante il signoraggio bancario e le scie chimiche.

Ovviamente delle teorie esposte da Marcianò non ci sono riscontri scientifici o politici. Nel video qui sopra, se ascoltato bene, Di Pietro dice solamente che gli spazi e i nostri siti sono occupati da realtà militari non italiane e questo direi che lo sappiamo tutti.

Verso la fine del talk (mi sembra) è stata data la possibilità, per chi fosse interessato, di prendere un cd-rom in cui si trova del materiale relativo alle scie chimiche. Cd-rom che potete scaricare da qui:

http://www.megaupload.com/?d=G31H21BE

All’interno troverete (oltre ad un paio di immagini e ad un pdf che parla del progetto MK Ultra che non centrano nulla) due presentazioni in Power point, dei video e immagini di aerei che spargono queste scie, un pdf con la richiesta dell’interrogazione parlamentare (senza nessun timbro e firma) e la risposta del governo a questa richiesta (con timbri e firma), che è comunque reperibile da altri fonti sul web.

Il dibattito che ha seguito questo argomento è stato abbastanza interessante, specialmente nel punto in cui il relatore non ha voluto rispondere alle domande poste da un ragazzo ( dove qui troverete il suo blog) presente in sala licenziandolo con due frasi:”Non puoi parlare solo tu, devono parlare anche gli altri. Se vuoi altri chiarimenti mettili per iscritto e mandameli per e-mail.”

Devo ammettere che con questo atteggiamento non si va molto distante. Se si vuole andare in giro a portare le proprie argomentazioni si deve anche essere in grado di sostenerle in un dibattito, altrimenti, persone dubbiose e sospettose, come me, potrebbero pensare che: o non sa abbastanza per sostenere ciò che va dicendo o non vuole esporsi troppo con argomentazioni che potrebbero rivelare d’essere in torto.

Comunque sia, escludendo pure le scie in prossimità dei motori e prendendo per buone le immagini nelle quali si vedono le scie uscire in corrispondenza della carlinga o dalle estremità delle ali, la domanda è lecita: chi crea quelle scie e da cosa sono composte? Visto e considerato che una persona normalmente rischia la multa se getta anche una cartina a terra, non gradirei molto venire a sapere che mi riempiono l’aria che respiro di agenti chimici.

Detto questo però, è un tema che non ho ancora sviscerato a dovere, quindi qui di seguito vi lascio alcuni link in ordine sparso di informatori e disinformatori, lascio a voi decidere chi mettere nelle due categorie:

http://www.giornidiordinariafollia.blogspot.com/
http://www.tankerenemy.com/
http://attivissimo.blogspot.com/2007/02/scie-chimiche.html
http://www.sciechimiche.org/

Signoraggio:

banconota_slogan02Dopo una breve pausa è stato il momento di Sandro Pascucci e del signoraggio. Come nella vecchia edizione alla quale abbiamo partecipato io, white-rabbit e p3go83, si è cominciato a parlare del baratto e delle forme di scambio per far capire a tutti l’evoluzione dei mezzi del commercio dai tempi antichi fino ad oggi.

Finita questa lunga introduzione è stata fatta un’altra pausa, il locale era chiuso, le luci soffuse…ci voleva proprio. La pausa l’abbiamo sfruttata sorseggiando uno spritz (pagato 6€!!!!!) e mangiando patatine al bar dell’albergo.

Tornati belli carichi dall’aperitivo, ci giunge la notizia che Antonio Pimpini, causa un’influenza, non è presente. Peccato, sarebbe stato interessante ascoltare il lavoro che c’era dietro il SIMEC.

Comunque sia, il proseguo del discorso è stato decisamente più interessante e avvincente.

Per chi ancora non lo sapesse il signoraggio è il guadagno che si ricava dalla differenza tra valore nominale  della banconota e il valore reale, cioè il valore di creazione della medesima (in media per una banconota da 100€, il costo di fabbricazione è di 0.30€). Oltre al signoraggio monetario, c’è quello creditizio (chiamato anche signoraggio secondario) che deriva dalla riserva frazionaria. Cioè le banche (per legge) posso trattenere solo una parte della liquidità che hanno a disposizione (nell’ordine del 2%) il restante 98% lo possono prestare a terzi (per saperne di più clicca qui!).

Quello che più mi interessa riportare è l’esempio fatto da Sandro che esprime perfettamente il tipo di mentalità che le persone hanno che non permetterà loro di cambiare le cose.

itC’era una volta..echmm… immaginatevi che ad un tavolo ci sia un cannibale(banchiere) ad un certo punto il cibo di quel tavolo finisce e il cannibale comincia a mangiare i commensali più vicini a lui. Le persone dall’altro capo del tavolo vedono che dei commensali vengono divorati dal cannibale, ma pensano:”Tanto che me ne frega a me?! Io sono dall’altra parte, peggio per loro se vengono mangiati.”. Però con il passare del tempo il cannibale continua a mangiare altri commensali vedendo bene di non toccare i camerieri(politici) che lo servono portandogli sempre nuove posate pulite, e si avvicina sempre di più dall’altra parte del tavolo. A questo punto quelli che prima se ne fregavano della sorte dei loro compagni di tavolo, vedono che il pericolo è vicino a loro, ma è ormai troppo tardi, perchè il cannibale è troppo forte e non c’è più nessuno a cui chiedere aiuto.

E vissero sempre felici e contenti..i cannibali.

Cosa dire?! E’ una lotta che va vinta, prima di tutto informandosi e informando. Per ulteriori info vi lascio anche il link di una nuova associazione fondata (se ho ben capito) da Pascucci:

http://www.primit.it/

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sociaeMai come in questi ultimi mesi mi sono reso conto di quanto sia facile falsificare carte ed organizzare truffe. Ciò non vuol necessariamente dire che l’abbia fatto.
Parliamo ad esempi e non ad esperienza personale. Analizziamo la falsificazione di un documento, che poi falsificazione proprio non è, ma è un vero e proprio documento di fantasia utile ai nostri scopi. Prendiamo per esempio un foglio che ci autorizzi a circolare anche con veicoli non EURO3 in zone dove ci sarebbero limitazioni al traffico. La cosa è facile, per rendere credibile il foglio cosa ci serve? Anzitutto un bel logo dell’azienda che nel 99% dei casi possiamo trovare sul sito web dell’azienda stessa e poi ci servono dei timbri. Con i timbri si va ovunque, più una carta ha timbri più ha valore. Per il timbro il problema non sussiste, è semplice. Andiamo in cartoleria muniti di nome dell’azienda, Partita Iva e sede legale (tutti dati trovabili sul sito web) e facciamoci fare il timbro. Anzi facciamone due, uno rotondo, che fa figo, con i dati aziendali e uno con scritto “Il Responsabile Aziendale”.. Fidatevi che nessuno verrà a chiedervi se siete autorizzati a creare il timbro ne tanto meno se fate parte dell’azienda, basta non entrare con aria da delinquente ma con il sorriso stampato e parlare a vanvera facendovi amico l’addetto in cartoleria (che passa la maggior parte della giornata da solo e non ha mai nessuno con cui parlare). Una volta che abbiamo sia timbri che logo aziendale la cosa è fatta. Apriamo il nostro fidato OpenOffice e creiamo il foglio. In alto a sinistra il logo aziendale, quattro dati sulla P.I., sede legale, data, luogo, le solite cose no? Poi mettiamo un oggetto ed inventiamo un testo utilizzando un linguaggio più o meno ricercato scrivendo tanto ma senza dire niente. Stampiamo la nostra letterina, mettiamo i due timbri e uno scarabocchio sopra come firma.
Basta adottare degli accorgimenti sull’azienda da utilizzare e sul ruolo che si ricopre in quella azienda et voilà siamo autorizzati a circolare per esigenze di servizio anche negli orari dove non potremmo. Ora è tutto teorico quello scritto ma dalla teoria alla pratica c’è una differenza sottile in questo caso. Con questo non voglio indurvi a farlo, ci tengo all’inquinamento della mia città. Voglio solo esporre questa cosa, in Italia, un foglio con logo e due timbri ti apre le porte a qualsiasi cosa. Bisogna prestare maggior attenzione e chiedere conferma della validità del foglio all’azienda, scriversi nome e cognome della persona che ve lo mostra e non fidatevi di nessuno! specialmente quelli che sorridono e parlano a vanvera. Sono tutti pronti a mettervi a novanta.

Ora raccontiamo anche un fatto realmente accadutomi. Tempo fa andai in banca a prelevare un bancheritsquantitativo di soldi. Premetto che era la prima volta che mi vedevano, quindi non puntiamo sulla conoscenza visiva della persona. M’è bastato fornire numero di conto corrente e nessuno è venuto a chiedermi un documento o chi fossi o perché ero li. Niente, un semplice numero di conto che avrei potuto trovare per strada. Una volta dato il numero m’è stato detto:”Ah, sei Pinco Pallino” e l’unica risposta che ho dovuto dare è stata:”Si”.
Io mi chiedo come sia possibile, che una azienda dove noi poniamo i nostri soldi e soprattutto la nostra fiducia dia via, letteralmente regali, i nostri soldi al primo passante che va a chiederglieli? Mettete i vostri soldi in banca cari italiani, sono al sicuro e coperti da rischi finanziari…
P.S. Per chi non c’arriva, è volutamente ironica l’ultima frase, le banche sono le ultime di cui dovete fidarvi.

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