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Archive for the ‘pensieri’ Category

È un messaggio che ho sempre ricevuto più o meno indirettamente sin da quando ero piccolo: Non si parla male della gente morta.

Il tema che sto per toccare sicuramente un qualche fastidio a qualcuno lo darà. Ma voglio parlare di una cosa che sinceramente non son mai riuscito a capire/accettare pienamente.

Fatta eccezione, magari, dei “grandi” assassini della storia umana, la linea generale che si è sempre seguito alla morte di una persona conosciuta è stata quella di tacere i pensieri negativi relativi alla medesima persona. Viene a formarsi una specie di beatificazione da parte di tutti tramite la non espressione.

Probabilmente è un’antica eredità della venerazione dei defunti per far sì che ci aiutino in vita, o forse semplicemente il rispetto che si provava per loro quando erano in vita. Direi che siamo al punto: se il rispetto per una persona non c’è, perchè averlo una volta che questa non c’è più. Se anche fosse che il suo spirito ci osserva da una qualche dimensione, non vedo perchè fargli credere una cosa non vera. Non dico di infierire sul defunto, ma almeno di non mascherarci dietro cose che non abbiamo mai provato.

Mi si potrebbe rispondere che non è tanto per il morto, ma per i familiari che si cerca di mantenere una linea diplomatica molto alta (per come la penso infatti, i funerali non li si fanno tanto per i defunti, ma per la gente che gli voleva bene). Ma se c’erano dei dissidi in vita, le persone vicine al defunto già sono a conoscenza della mancata amicizia. Ribadisco: non intendo dire che, solo perchè si avevano brutti ricordi della persona, si debba andare in giro a parlarne male. Solo che trovo assurdo mentirsi su fatti certi.

Un comportamento superficiale che si rispecchia molto nella vita esternalizzata di una società che basa la sua vita su leggi prese per buone solo perchè è così.

Un lampante esempio di questi giorni è Craxi passato adesso come un santo. Anche se in questo caso ci sarebbero diversi aspetti politici odierni da tenere in considerazione (es: la risaputa amicizia in tempi passati con le persone che formano il governo oggi).

Potrà non sembrare, ma questa nostra abitudine, ci viene girata contro ogni volta che gli abili corruttori del marketing ne hanno la possibilità. Mi sono rattristito quando alla successiva morte di Alex Baroni, i suoi dischi hanno avuto un’impennata delle vendite. Mi sono dispiaciuto pure nel sentire i famigliari di Michael Jackson firmare contratti per reality e per altri affari da fare sulla morte del figlio.

Tutti, appena muore qualcuno, hanno il bisogno di sapere tutto di lui, di santificarlo e se in vita ha prodotto un qualche articolo consumabile di comprare dei souvenir.

Quando si tratta di personaggi famosi la Santificazione postuma diventa molto utile alle società che gestivano la risorsa per sfruttare il botto finale di vendite.

Questa sorta di mitizzazione delle persone, sembra abbia lo scopo di scordarsi un passato scomodo che non ci permetterà mai di evolverci in persone più sagge e sincere, lasciandoci nei giochi di chi approfitta sempre di queste situazioni.

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In questi ultimi mesi mi sono imbarcato in un progetto che, in questo momento, mi ha messo difronte ad un compito abbastanza lungo e ancor più noioso.

Oggi ore 05:16 a.m. (!!!) ho finito l’ultimo di una serie di disegni da svolgere su pc.

Visto che c’ero mi son detto:”Perchè non spendere due minuti per buttar giù due righe?!”

Ora sto anche valutando l’idea di fare “un dritto”, ma credo che qualche oretta la dormirò pur’io. Spero siate tutti intenti a sognar qualcosa d’interessante 🙂

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Siamo tutti pronti, carichi per la serata, ma alla domanda: “Chi esce stasera?” ci aspetta una brutta sorpresa.

[18:11:12] UnclePol dice:
io non vengo

[18:12:04] UnclePol dice:
devo andare in borgo venezia alle otto e mezza, sentirei molto volentieri quel gruppo ma sono dall’altra parte dell’universo conosciuto

Molto premurosi e fortemente provati dal fatto che non potesse uscire con noi, perchè troppo distante, abbiamo subito ribadito:

[18:12:24] P3go83 dice:
non abbiamo detto che andiamo

[18:12:27] white – rabbit dice:
Bhe ma mica andiamo a sentire gli 883

aspettandoci in questo caso una risposta positiva, ora eravamo a pochi km di distanza gli uni dagli altri. Ed invece ecco che arriva la mazzata, sento ancora male!

[18:12:55] UnclePol dice:
non mi importa, non avevo intenzione di unirmi a voi

:-O

abbiamo detto giusto qualche frase per sdrammatizzare la situazione:

[18:13:15] P3go83 dice:
w la sincerità

[18:13:21] Deuspico dice:
quando si vuol parlar chiaro..hehehe

Ci manchi Paolo! Non ci trattare così!

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Demente:

E’ una questione di semantica, se ti dicessi che demente è chi lavora in un ufficio 50 ore alla settimana per 50 anni e poi un giorno si sente dire vaffanculo? Dopo di che finisce in uno spizio sperando di morire prima di vivere l’affronto di non arrivare alla toilette in tempo.. La definizione di demente potrebbe essere questa.. [Fonte]

Come non condividere?! (:

E si ritorna sempre alla solita frase tanto gettonata ed amata:”To live fast and die young

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Da quando esiste la scrittura il mondo ci ha lasciato in eredità i pensieri di molte persone. Persone che in base al loro vissuto e alle regole che hanno governato la loro società hanno lasciato, tra le altre cose, delle massime arrivate fino ai giorni nostri. Ma la coscienza delle persone cambia nel tempo, non necessariamente in meglio o in peggio. È quindi possibile ritrovarsi a sentire delle frasi, di grandi persone del passato, che in base al Nostro vissuto non condividiamo appieno.

In una comune conversazione può capitare che una qualche citazione vada ad arricchire le tesi esposte dall’interlocutore. In questo caso, mi è capitato di vedere come il nome dell’autore diventasse una specie di passepartout per le tesi esposte. Cioè, ho notato come se nascesse una specie di sudditanza difronte al nome dell’autore della frase citata.

La cosa bella, è che questa reazione la si può riscontrare non solo in colui che ascolta, ma ancor più spesso in colui che parla. Cioè, il fatto di fornire argomentazioni a favore della propria tesi citando frasi di una persona colta e stimata per le sue conoscenze, lo fa sentire quasi invulnerabile a qualsiasi antitesi. Infatti, difronte al dissenso da parte dell’interlocutore nei confronti della citazione e quindi anche dell’espositore, potrà facilmente far assumere un velo di stupore a colui che espone la tesi.

Per aggirare questi ostacoli già da un po’ di tempo ho cominciato a sostituire il nome dell’autore con un generico “C’è chi ha detto…”. In questo modo ho notato un miglioramento nella conversazione, riscontrando un vincolo meno forte rispetto a prima, lasciando più libere le menti degli interlocutori, facendo in modo che ognuno potesse esprimere al meglio il suo pensiero senza problemi reverenziali.

In questo modo si aggira anche un altro ostacolo forse più pericoloso di quello citato prima. Non è insolito trovare qualcuno che selezioni i suoi pensieri in base a classificazioni di vario genere (per esempio politico). Quindi, se questa persona identifica il nome citato con una delle sue classificazioni, è facile che disapprovi la logica della frase se dovesse risultare nella “blacklist“.

Per una conversazione basata sul confronto, quindi, sarebbe il caso di valutare anche questa cosa, magari citando solo alla fine della conversazione gli autori.

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cervelloProvate ad immaginare un mondo civile, dove nessuno cerca di far torto a nessuno..eh sì, bello vero?

Bene, sapete per certo che una cosa del genere non esiste ai giorni nostri, ma almeno ci si aspetta che un minimo di dignità una persona la voglia conservare.

Capita sia nella vita privata che in ambito lavorativo di incontrare persone non propriamente simpatiche, la cosa peggiore però è quando non le incontri; perchè sai che sono nascosti nell’ombra come dei viscidi rotolini di merda.

I viscidi si muovono con due logiche ben distinte: la prima in genere è un’azione capibile, ma comunque inacettabile; la seconda invece è un’azione non capibile e comunque inaccettabile.

Per fare un paio di esempi:

Una persona può muoversi facendo un qualche genere di torto ad un’altra persona per un qualche beneficio diretto o indiretto. Un’azione del genere infatti è capibile agli occhi della gente, ma rimane comunque inaccettabile.

Diversamente, un’altra persona può muoversi facendo un qualche torto ad un’altra persona pur non ottenendo nessun tipo di beneficio ne diretto ne indiretto. Un’azione simile è inconcepibile nella mente di una persona adulta a meno che priva di raziocinio.

Ed ora la domandona finale:

Cosa mai ti passava per la mente, BRUTTA TESTA DI CAZZO, quando con le tue lerce manine ti sei messo a svitare l’antenna sul tettuccio della mia macchina?

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