
Il nuovo governo ha preso le redini del paese, ora siamo pronti a farci portare verso la luce. Non parlo del tunnel di luce che collega la terra con il paradiso, ne intendevo la luce che ha illuminato innumerevoli menti nel XVIII secolo. La luce a cui volevo far riferimento è più simile a quella vista in molti film polizieschi, cioè, quella della sala degli interrogatori.
Da pochi giorni si è instaurato il governo e quelle minacce di repressione nei confronti dei giornalisti scomodi, fatte durante la campagna elettorale, stanno già diventando una realtà (vedi precedente post di white-rabbit). È solo questione di tempo e tutto quello che Berlusconi ha promesso/minacciato verrà attuato per la gioia di tutti coloro che al suo seguito non perdono occasione per dimostrare il proprio servilismo.
Ho come l’impressione che ci troviamo su di una barca senza remi condotta al largo da degli squali, i quali ci rassicurano che sanno cosa è meglio per noi e questo mentre si affilano i denti.
Voltaire disse:
“Disapprovo quello che dite, ma difenderò fino alla morte il vostro diritto di dirlo.”












Ormai siamo in una dittatura, e ciò che mi spaventa è che la gente sembra non accorgersene, e non farà niente per la propria libertà.. Anzi crederà che ciò che viene fatto è per il proprio bene e lo accetterà senza compromessi. Solo una minoranza si ribellerà e verrà messa a tacere, col consenso di tutti, perchè verranno inquadrati come criminali, come gente che fa un uso – per usare parole già sentite – “criminoso” dell’informazione. Saranno diffamatori e ci sarà una caccia alle streghe. E dopo, dopo il nulla. La vita in un paese che si porterà e ci porterà inesorabilmente alla solitudine, al distacco dagli altri paesi.